Shonda, dì la verità, tu mi spii.

“I don’t want you to work FOR me. Us working together would destroy my marriage, my life. The way I loved you? Was consuming. And eventually you’ll hold a carrot and I’ll be chasing you. I have a family now, a life I want. I don’t want you to work FOR me.”

Dr. Preston Burke – Grey’s Anatomy S10E22

Ecco il motivo per cui, per quanto fra due persone esistano i sentimenti più intensi del mondo, a volte non ci si può proprio permettere di stare accanto. Bisogna evitarsi e far finta di non esistere per l’altro tirare a dritto su binari paralleli ed essere felici lo stesso. Per evitare di finire intossicati nelle stesse dinamiche, perché se non hai altro da dare ad una persona continui a darle amore, ma in quel modo difettoso al quale eravate così avvezzi da farvi più male che bene.

Ecco il motivo per cui tornare è sbagliato, perché lo sappiamo che a volte funziona così, che magari era solo l’orologio ad aver sbagliato ma ci siamo finiti di mezzo tutti quanti…

***

Nel frattempo sono a Lucca con tremila cerotti sulle dita. Non sono assolutamente in grado di maneggiare mobili Ikea senza ridurmi come Gesù Cristo dopo il martirio. Ma sta venendo bene, la mia stanza. Va tutto bene, davvero.

Vita da Sìngol #2 —> The Dark Side of Zitellitùdine.

PARTE #2: Di come alle volte mi accatterei il primo imbecille che mi passa davanti.

Partiamo dal fatto che mia madre mi ha regalato per Natale una maglietta che recita: “SINGLE IN THE CITY… AND LOVING IT!” ed un tanga nero, il che m’induce a farmi tutta una serie di domande e se stessi ancora crescendo mi sarei bloccata sicuramente…

Nell’altro post ho fatto la donna indipendente, quella che non deve chiedere mai e si gode la libertà.
Capiteammé.
Io sono quella donna per la maggior parte del tempo. O meglio, lo sono per la maggior parte del tempo che trascorro a vivere la mia parte di vita libera dagli esami e dagli impegni universitari.
Considerando che faccio Medicina direi che il tempo sottratto alla vita sociale si avvicina all’80% della mia giornata. Se inseriamo un 20% dedicato a pasti e collassi su ogni tipo di superficie calpestabile fra tirocinio, mille pagine di Pediatria, l’UTI e sticazzi rimane qualche manciata di minuti quotidiani(o quantomeno settimanali) che passo sveglia a contemplare la mia vita sentimentale.

Quelli che passo in compagnia di amiche/ci e/o alcool scorrono veloci e meravigliosi, niente da dire, non sento la mancanza del fidanzato nella bubbàra sociale alla quale sono abituata a Pisa.

Quelli che passo di sabato sera in pausa-studio dopo cena, nel bel mezzo della mia Clausura pre-penultimo esame sono orridi e si capisce bene come mai mi venga voglia di spararmi. E vorrei tantissimo il fidanzato a coccolarmi, aiutarmi a ripetere la parte di Chirurgia Pediatrica e “distrarmi” con altri mezzi prima di dormire.

Sono questi i momenti in cui tutte, ma proprio TUTTE le sìngol rimpiangono anche il più fedifrago degli ex e considerano seriamente l’accontentarsi di qualcunochenonèl’Amore pur di sfuggire a tanta tristezza.

Ad oggi sul web si legge di tutto. Blog femminili più di quanti possiamo contarne incitano ad allegria ed indipendenza, ma a me non mi fregano.
Sono tutti post scritti da:

1) giovani donzelle in piena ormonellòsi cocchiana(cfr. il post precedente):
in questo caso la mole di sesso piacevolmente c0nsumatosi non più di dodici ore prima della stesura del post e la conseguente botta endorfinica inducono a scrivere cose del tipo “mollatevi tutte, di qua si sta una favola!“. Ennò. Abbiamo già sviscerato l’ineluttabile: nella fase mindless sex post rottura non si è in sé e soprattutto abbiamo ancora romanticismo e scorta di amore/cosedacoppia da smaltire. Il problema arriva quando il sesso inizia a stufare…

2) strafighe pazzesche o ragazze con quel jenesaisquoi:
…che comporta loro una fila sconsiderata di uomini meravigliosi all’uscio che non aspettano altro che amarle per sempre. In questo caso ti credo che è fico stare da sole e fare la conta per scegliere con quale Louis Garrel o Mariano Di Vaio di turno uscire.
Purtroppo non tutte siamo così. Io, ad esempio, non sono né stupida né ripugnante. Però sono isterica, in tesi, in procinto di laurearmi, ho la pancia e la faccia di chi portebbe saltarti alla giugulare da un momento all’altro. Decisamente NON attraente. Allo stesso modo decisamente CONSAPEVOLE del fatto che se la Ferragni(o chi per lei) scrive che essere sìngol è ganzo posso pure andarla a cercare per prenderla a sberle seduta stante.

Ma in fondo cosa sono pochi momenti d’angoscia e solitudine in confronto alla possibilità di restare lì e girare come trottole per Pisa aspettando qualcuno per cui valga la pena di fermarsi?
Non tollero chi esalta la singletùdine a prescindere. Tutti ci sentiamo soli ogni tanto, o frustrati dal fatto di non avere per le mani una cosa che ci renda veramente felici:
Credo anche che molti miei coetanei si riempiano spesso la bocca d’idiozie quando parlano di precedenti relazioni. Se sei troppo e sempre felice da solo significa che ti manca un certo tipo d’esperienza di coppia.
Non dico che chi non ha avuto la fortuna di vivere una storia importante sia un idiota, dico solo che non può capire di cosa si stia parlando.

Come me che non sono mai andata in Erasmus e non ho mai vissuto all’estero e non ho mai fatto bunjee jumping. Sono cose che NON HO FATTO e delle quali non so niente, questo porta la mia persona ad avere una formazione differente e non me ne vergogno anche se mi dispiace non essere “a 360°”.
All0ra perché mi devo sentir dire “chi te lo fa fare di fidanzarti?” da gente che a 25 anni definisce “relazione seria” i tre mesi con la compagna di classe del liceo? Capita molto, molto spesso e credo sarebbe necessario essere tutti più onesti e fare i dovuti distinguo.

Credo di aver avuto UNA relazione vera nella mia vita e, pur essendo passato un sacco di tempo, la sento come una delle esperienze più formative e preziose della mia esistenza. Credo che tutti dovrebbero avere qualcosa di simile nella vita, essere felici a quel modo, sperimentare livelli d’amore, coscienza e condivisione delle emozioni a quel modo.
Come si fa a dire che si sta meglio soli?
Si sta meglio soli quando una cosa del genere non è presente, allora sì.
Esistono le storielle divertenti che arricchiscono, permettono di conoscere gente nuova e di far “entrare mestiere“, ed esistono le storie che ti cambiano la vita. In mezzo non c’è niente, in mezzo ci sei solo tuo.

Per cui consiglierei a tanti/e di scendere dal piedistallo e mostrare un po’ questo desiderio che sono convinta tutti/e abbiano: trovare la persona giusta, non importa quando, come e se.
Non dico che si debba vivere per questo o precludersi altri tipi d’esperienza, dico solo che è umano e troppe volte chi non lo ammette ha solo paura di lasciar scoperta chissà quale fragilità.

Comunque, ribadiamolo: non avere il fidanzato a tre giorni dal penultimo esame di Medicina, dopo due settimane di Chiusa Pro-Studio, con vari altri disagi fisici et logistici… Fa proprio schifo.

Giovedì, quando l’esame in un modo o nell’altro sarà passato, sarò felice di essere libera e pessima con le mie amiche, di fare la scema coi ragazzi e tutto il resto. E non ci penserò, mi basterò. Ma ogni tanto va così e finisce pure che l’accetto di buon grado.
Perché credo che ogni persona sia un’opportunità, che se sotto il cielo c’è qualcosa di speciale passerà di qui prima o poi(citazione Ligabuiana #1), e mi piace il modo in cui vedo una possibilità ad ogni angolo. O perché ogni volta che come adesso mi piace qualcuno… Io divento completamente cretina senza alcun motivo logico. Regredisco e sono pure timida. Love it SO much.

Dal brutto si ritorna sempre al bello. Forse essere sìngol è sia brutto che bello, ma alla fine conta chi veramente tu sei a prescindere dal fatto di far parte o meno di una coppia. Forse come vivere le cose lo scegliamo da soli ogni giorno e, perché no, facciamo tanti errori. Ma sono sempre stata convinta di sbagliare bene(citazione Ligabuiana #2, non vogliàtemene, a me piace…), sia da sìngol che da fidanzata.

In musica, anno vecchio addio.

Volevo fare un complesso ed articolato bilancio dell’anno che sta per concludersi ma davvero non ce la posso fare, per cui sceglierò un tot di canzoni nella mia PL “Preferiti” di Spotify e lascerò che il mio cervello sputi ricordi, nozioni e citazioni a caso, che poi è più o meno l’unica cosa che sa fare.

Andiamo in ordine cronologico:

1) The Smiths – Girlfriend In A Coma – 2011 Remastered Version —> merita l’inserimento in quanto il 2013 è l’anno in cui ho scoperto gli Smiths e sono finalmente riuscita ad uscire dal Buco Nero del classick rock+cantautoratoitaliano+folk con pericolose deviazioni hipsteròidi che precedentemente m’attanagliava. Insomma, ho scoperto il lato ’80/’90 dell’Esistente in quanto a fandom musicali, il che mi rende ben tarata nel cervello, lo so, ma al contempo molto fiera di me. Cheppòi c’è anche Asleep cheppòi è soundtrack di The perks of being a wallflower, film cult dell’anno, ma vabbè, poi mi perdo.

2) Noah And The Whale – L.I.F.E.G.O.E.S.O.N. —> ovvero “alzati e pensa a goderti la vita”. Con la mia nuova amica speciale, per inciso. E quella nota brit che vabbè chettelodicoafare.

3) R.E.M. – ÜBerlin —> perché la prima cosa che ho fatto nel 2013 è una pazzìa coinvolgente non i REM ma Berlino. Questa è una canzone un po’ disillusa ma consapevole e tutto sommato positiva, proprio come mi sentivo un anno fa.

4) Marta Sui Tubi – Dispari —> inevitabilmente non riesco a separare questa canzone dalla ripresa della mia sempiterna tendenza ai colpi di testa e al seguire la pancia. Cosa che sto cercando di moderare in maniera che non mi faccia star male, ma al contempo che sia possibile sfruttarne l’energia propositiva. Poi ad un certo punto fa un elenco di elementi tendenzialmente intellettualoidi per poi uscirsene con uno scioglilingua che ha in sé un concetto pauroso per me. Quindi CIAO!
“Non ti vergogni di mostrarti nuda come una cipolla che non sa far piangere,
e duro il modo in cui mi osservi stare solo sai che poi non te lo puoi permettere…
I dischi che non capirai, i libri che non leggerai,
le citazioni ti sorprendono, le variazioni ti confondono
Oscar Wilde, Sonic Youth, Motorpsycho, Mallarmé…
E non soffro se mi sento solo, soffro solo se mi fai sentire dispari ”

5) David Bowie – Changes – 1999 Digital Remaster —> questa è facile: ho cambiato specializzazione dopo anni di frequenza e passione per l’Ematologia. Ho deciso che sarà un’intensivista e non un’ematologa con grande sofferenza, credo che una parte di me vorrà sempre fare Ematologia, ma sono troppi i motivi che hanno portato questa scelta, e non potrei essere più felice. Potrò essere un disastro sotto tanti punti di vista, ma questa è la cosa che fa per me e mi rende felice.

6) The Killers – Mr. Brightside —> ogni mattina una Gioia sa che dovrà alzarsi e correre più veloce del Dèmone degli esami per non finire al manicomio. Il Dèmone degli esami ogni mattina si alza e tenta di fagocitare Gioia per evitare di essere sconfitto da positività e faccia tosta.
Qual modo migliore di sorgere ogni mattina di Mr. Brightside? In qualche modo lo sconfiggo sempre e parte del lavoro lo fa la mia Canzone della Sveglia, questa.

7) Dexys Midnight Runners – Come On Eileen —> alias “la canzone del mio 2013 che mi ha proprio rotto le palle”. Ho macinato questo pezzo così tante volte che non lo sopporto più, peggio di Basket Case ai tempi. Tutta colpa di quel fil dannatamente bello. Sempre The Perks, in caso qualcuno se lo stesse chiedendo.

8)  – REM Shiny Happy People + lyrics —> meglio conosciuta come “le serate del secondo semestre”, meglio conosciuto come “il momento in cui se poggiavo un po’ di più i gomiti sul tavolino era meglio. E ancora mi sorprendo del fatto che questo post contenga DUE canzoni dei REM dato che in generale non li amo per niente, ma tant’è.

9)  – Gogol Bordello Nomadic Chronicle —> it just simply reminds of my awesome flatmates, e poi dai, i Gogol Bordello NON possono mancare.

10) Tom Petty And The Heartbreakers – American Girl —> Sempre io, sempre la mia amica speciale, sempre benzina per i momenti del cazzo, ma è d’obbligo un video a questo punto. Tanto, tantissimo amore:

11) P!nk – Just Give Me a Reason —> non poteva mancare la canzone di quando ho battuto i piedini forte forte pensando che proprio non mi andava bene lo status quo, uffa uffa uffa mamma peròòòòò. Una cosa del genere. Poi subito dopo arrivava la fase autistico-pop depressiva, entità nosologica penso facente part del DSM V Edizione, altra perla del 2013 che però se Dio vuole non mi riguarda, che eprò diciamo in parte c’è stata con l’ascolto di Glitter int he air, sempre di P!nk, ma tralasciamo.

12) – Guns N’ Roses Patience —> ecco, questa canzone è la mia Pace dei Sensi. Ieri, oggi e sempre.

13) Daniele Silvestri – Ma Che Discorsi —> perché io di canzoni da uffa uffa uffa mamma peròòòòò ne ascolto poche, com’è noto. Ma bòne. Questa canzone è semplicemente perfetta per qualsiasi situazione che si ha la speranza di cambiare, sia essa una storia, un’amicizia, un lavoro su sé stessi che al momento è in stallo. Sì, il mio caso. Indovinato. La AMO.

14) Bruce Springsteen – Long Walk Home —> Bruce Springsteen, ahimé, non fa parte della mia cultura musicale. Un giorno m’intripperò e mi succederà quel che mi è recentemente successo con Tom Waits, ovvero prender l’intera discografia e macinarla in dieci giorni per poi giurargli amore eterno. Ma non adesso. Long walk hom è per il mio amico che è andato in America, per la nostra Luminara 2013 e per tutta la speranza forsennata che contiene. Una spinta che più americana non si può, ma mi piace tanto e spero di farla ben presto mia, voglio portarmela dietro in questo anno che verrà.

15) The Rolling Stones – Ruby Tuesday —> seh vabbè, sono scandalosa, Ruby Tuesday la conosco da almeno quindici anni. Ma solo nel 2013 l’ho AMATA, forse per quel libro che ho letto e che mi ha raccontato la storia di tutti gli amori di Keith e Mick, non so. Don’t question why she needs to be so free, she’ll tell you it’s the only way to be.

16) Chris Whitley – Kick The Stones —> il mio “ciao” agli anni ’90 e alla scena di sesso fra Thelma e Brad Pitt. Sempre con la mia amica speciale, pezzo sempre forièro di aspettative sessuali e discorsi. Penso il film sia del 1989 in realtà, ma sticazzi.

17) Levante – Alfonso —> “Corre l’anno 2013, in mano alcolici, e niente più Che vita di merda.” Qualcuno ha detto per caso SINTESI?! Scherzi a parte, noi 5, il Salento, la Pandina e teste che ballonzolano a ritmo…

18) Samuele Bersani – En e Xanax —> in realtà non ho mai capito se mi piace davvero, se mi fa schifo la metafora delle benzodiazepine, se la collego ad una determinata situazione, se non la posso patire. Però di tanto in tanto ci vado ancora in loop, è una storia che un po’ mi affascina e un messaggio che vorrei urlare ad un paio di persone ma avrebbe molto, molto poco senso.

19) Violacida – La ballata degli ostinati —> loro sono i Violacida. Loro sono parte di quello che c’è di bello a Lucca. Questo pezzo è la frustrazione generazionale ed al contempo la fiducia in quella generazione stessa. E’ un pezzo incredibilmente adolescenziale ed incredibilmente maturo e mi rende piena d’orgoglio per quei quattro che conosco, alcuni un po’ meglio ed altri solo di vista, ma che l’hanno proprio fatta giusta.

20)  – Stardust Mika, ميكا Coke Studio بالعربي S02E02 —> forse il pezzo più macinato del mio 2013. Se provo a chiedermi perché l’unica risposta sensata è che, per quanto abbia bisogno di carica e conforto dalla musica, quello che alla fine costantemente ricerco è la dolcezza di cui parlavo qualche post fà… Perché, in fondo, sono una phya pure io. In ogni caso Mika in questo video è un amore.

21)  – Il mondo stretto in una mano Daniele Silvestri —> in realtà un pezzo che mi porto dietro dalla fine del 2012 ed in qualche modo mi torna sempre fra le mani. Adattato a cose, persone, coppie di miei amici, paranoie, aspettative e quant’altro. Quello che voglio sempre ricordarmi di questo pezzo è il concetto di desiderare giorni sempre assurdamente uguali, qualunque sia la vita che si sta vivendo. Quello che voglio è addormentarmi soddisfatta del fluire delle mie giornate nel quadro generale del quale cerco sempre di avere una visione. “Pensa quadrimensionalmente”, diceva Doc Emmett Brown.

22) I KILLERS, in particolare:
 – The Killers Bones
 – The Killers Read My Mind
The Killers – Here With Me
The Killers – Miss Atomic Bomb
Lo so, arrivo dopo la banda. Lo so, i Killers erano a Lucca quest’estate. Ma sono una mia scoperta settembrina dettata da qualche link su Facebook nonché una rivalutazione fra le più mastodontiche degli ultimi anni. Non so perché mi ero fissata che non mi piacevano i Killers, Mr. Brightside a parte che per me non era dei Killers per coerenza. Di questo gruppo mi piacciono i concetti e le poche pretese, ma più di tutto mi piace il fatto che diano così mainstream da non essere più seguiti dai miei amici hipsterdelcazzo. Adoro essere in grado di ammettere che ho scoperto i Killers l’altroieri e Ruby Tuesday una settimana fa. E’ semplice e nella jungla del mainstream e non mainstream io son particolare un casino nel mio ascoltare Lady Gaga, Roger Waters ed al contempo saltare come una iena assatanata al concerto di Max Pezzali. Sapevàtelo.

23) Dire Straits – So Far Away – Full Version —> per finire l’anno in bellezza, onestà & paranoia mi vedo costretta ad inserire questo pezzo. Che dire di So far away? L’ho ascoltata perché uno dei miei più cari amici l’ha pubblicata sul social, prima non la conoscevo. Sempre per la serie “arrivo dopo la banda and proud of it“. Ho sentito per la prima volta questa canzone una sera che avrei voluto vicina una persona, ma quella persona per vari motivi non c’era.
E io la volevo così tanto che Mark Knopfler è sceso dal cielo sulla mia home di Facebook a servirmi la risposta che mai avrei voluto sentire, ma che era davanti ai miei occhi da un po’ di tempo. Mi ha detto che malgrado avessi dentro di me una serie di cose bellissime ero lì e quella persona non c’era. Sottotitolo: non ci sarebbe mai stata.
Da cui il Dramma Postadolescenziale Seriale e l’ascolto compulsivo fra moccoli e madonne della cui originalità continuo tuttora a stupirmi. Alt + ctrl + canc, questa nel 2014 me la porto solo come gran pezzo rock anni ’80, giuro.

24) TOM WAITS, in particolare:
Tom Waits – Martha
Tom Waits – Jersey Girl
Tom Waits – I Want You
Tom Waits – In Between Love
Tom Waits – Little Trip To Heaven [On The Wings Of Your Love]
Che mi piacciono le voci graffiate si sa. Che mi piacciono le ballads scritte dai Maledetti è più che noto, ma era dai tempi della Millenaria Scoperta di Jeff Buckley che non mi affezionavo così tanto ad un cantautore. Tom Waits mi fa pensare come nessun altro, mi tocca delle corde per le quali erano necessarie le sue sfumature, le sue parole, la sua atmosfera. Non per niente ho ricevuto in regalo il libro con tutte le lyrics. Non per niente non riesco a togliermi dalla testa lo shalalala di Jersey Girl da un paio di settimane.
Poi c’è Martha, la canzone che mi ha chiarito un sacco di cose, la canzone che faccio mia più di qualunque altra. Ma non voglio portarmela dietro Martha. Voglio lasciarla lì dove abita perfetta e splendente: nel passato. Come la più grande, meravigliosa, stupenda storia che sia mai stata raccontata.

25) Lou Doillon – ICU —> non è proprio niente. E’ la canzone che sto ascoltando stasera che l’anno sta finendo. Ho dato un ascolto a questo pezzo perché ho passato la giornata in Terapia Intensiva e mi ha fatto sorridere vedermi comparire sulla home una canzone intitolata ICU(per i profani: Intensive Care Unit). In realtà ho ben presto scoperto che si tratta di una canzone del genere depressione elevata alla enne, del genere “ommioddiot’amoancora”, e proprio no, non voglio portarmela dietro, non voglio più guardare a certe cose. Però è un bel pezzo per cui lo segnalo.

***

Finita questa piacevolissima rassegna di scelte musicali passate sono pronta allo stress dell’organizzazione della cena, degli amici di amici, del menù, di tutto ciò che andrà storto, e poi… Poi si va nel 2014. E io, nel 2014, mi laureo e ne faccio mille.
Non vedo l’ora.

Hey kiddo.

I motivi per cui sono ancora una ragazzina sono sotto gli occhi di tutti, compresi i muri dei corridoi di Cisanello, soprattutto quelli della Terapia Intensiva.

In un momento di smània telefìlmica io e le donne dell’amato Polledge ci siamo ritrovate sedute di fronte ad un Amaro del Capo a fare la òla al pensiero della terza stagione di Girls che ci aspetta dopo le feste natalizie. Ebbene sì, ottima occasione per mettere su altro lardo trovandoci tutte insieme per la religiosa ed attenta visione della puntata, ovviamente accompagnate da gelato/caramelle/cioccolato e nel mio caso pop corn perché i dolci non mi piacciono.
Stamattina Facebook mi ha dato il buongiorno con questa pagina così girly e così adolescenziale che dopo averla spulciata mi sono buttata a revisionare il protocollo di studio clinico per la mia tesi. Sentivo la fisica necessità di fare qualcosa che avesse un po’ di spessore.
Ma la cosa più bella e commovente a mio avviso è quella che segue:

“9-When he’s the only one who thinks it’s funny.”

Mi ha fatto pensare a un sacco di cose. A una macchina, un viaggio, tanti concerti, tante passioni, tanti occhi e tanto mare e cielo scuro e chiaro. Mi ha fatto pensare che esistiamo da qualche parte e che com’è quella cosa non è niente… E niente.

I was always here.

Overanalyzing.

“Magari non era affatto la donna della sua vita.
Probabilmente era solo una stupidella viziata e vagamente frigida, lo sa?
No, non lo era, disse l’uomo.
Poi disse che era sicuramente la donna della sua vita.
E perchè?
Perchè era cattiva. Era matta, cattiva, e tutta sbagliata.
Era vera, se capisce cosa voglio dire.
Era una strada piena di curve assurde, e correva in aperta campagna, senza preoccuparsi mai di tornare.
Senza nemmeno sapere bene dove stava andando.
Fece una piccola pausa.
Era una di quelle strade su cui ci si ammazza.

Alessandro Baricco – Questa storia

Have you ever fed a lover with just your hands?
Closed your eyes and trusted, just trusted?
Have you ever thrown a fist full of glitter in the air?
Have you ever looked fear in the face and said, “I just don’t care“?

It’s only half past the point of no return
The tip of the iceberg
The sun before the burn
The thunder before the lightning
The breath before the phrase
Have you ever felt this way?

Have you ever hated yourself for staring at the phone?
You’re whole life waiting on the ring to prove you’re not alone
Have you ever been touched so gently you had to cry?
Have you ever invited a stranger to come inside?

It’s only half past the point of oblivion
The hourglass on the table
The walk before the run
The breath before the kiss
And the fear before the flames
Have you ever felt this way?

La La La La La La La La

There you are, sitting in the garden
Clutching my coffee,
Calling me sugar
You called me sugar

Have you ever wished for an endless night?
Lassoed the moon and the stars and pulled that rope tight?
Have you ever held your breath and asked yourself will it ever get better than tonight?
Tonight

P!nk – Glitter in the air

Must try start right now —> Jenny & Eugene <3

“When I am an old woman I shall wear purple
With a red hat which doesn’t go, and doesn’t suit me.
And I shall spend my pension on brandy and summer gloves
And satin sandals, and say we’ve no money for butter.
I shall sit down on the pavement when I’m tired
And gobble up samples in shops and press alarm bells
And run my stick along the public railings
And make up for the sobriety of my youth.
I shall go out in my slippers in the rain
And pick flowers in other people’s gardens
And learn to spit.

You can wear terrible shirts and grow more fat
And eat three pounds of sausages at a go
Or only bread and pickle for a week
And hoard pens and pencils and beermats and things in boxes.

But now we must have clothes that keep us dry
And pay our rent and not swear in the street
And set a good example for the children.
We must have friends to dinner and read the papers.

But maybe I ought to practice a little now?
So people who know me are not too shocked and surprised
When suddenly I am old, and start to wear purple.”

Jenny Joseph

Così mi piaci.

foale

“Where there is desire
there is gonna be a flame,
where there is a flame
someone’s bound to get burned.
But just because it burns
doesn’t mean you’re gonna die,
you’ve gotta get up and try try try.
[…]
Ever worried that it might be ruined

and does it make you wanna cry?
When you’re out there doing what you’re doing,
are you just getting by?
Tell me are you just getting by by by.

P!nk – Try

Qualcosa di buono ne è uscito.
I listening samples dello IELTS sono una minchiata, pwno a un certo livello e in Italia più m’informo e meno c’hovvoglia di restarci.
Soprattutto perché Berlino è più bella di come la ricordavo.
Ma al di là di quella città specifica adoro l’odore delle metropolitane, la praticità di trasporti 24/7, la multiculturalità, il sentir parlare cinque lingue diverse, la possibilità di fare tutto nello stesso posto. Conoscere e sperimentare. Sia Berlino sia – soprattutto – Londra. E poi perché sono una dannata filocapitalista del cazzo e mi piace il T-chai tea di Starbucks. E l’english very fluent. E i quartieri con le loro peculiarità. Credo di essere programmata per vivere in una grande città e mi sta salendo una smania mostruosa, condita da speranze, carica, voglia di togliermi di torno gli esami e avviare un nuovo capitolo.

“… A Robbè, che te frega delle tristezze?! Lo sai qual è l’età più bella? Te lo dico io qual è: è’ quella che uno c’ha. Giorno per giorno.”

Dino Risi – Il sorpasso