Hai paura del buio?

E’ che io non vorrei più sentirlo, questo distinto senso di angoscia. Questa sensazione che tutto debba sprofondare da un momento all’altro perché non sono né sarò mai adeguata alla situazione. Perché sono troppo brusca e aggressiva, in certe dinamiche non ci so stare e ho anche ricominciato a fumare sebbene mi faccia schifo.
Voglio andare a dormire senza quell’irrequietezza brutta che mi fa pensare di non essere una donna abbastanza forte, indipendente e ragionevole da abortire certi pensieri sul nascere. Mi sembra di non essere mai cambiata e di girare attorno allo stesso timore dell’abbandono attorno al quale giro da anni. Si direbbe che possano entrarci un padre emotivamente stitico e pretenzioso, gli anni che passano troppo velocemente sebbene composti da ore interminabili, o più semplicemente un’indole di merda.
Incline allo psicodramma e alla creazione del medesimo qualora non ci siano elementi tangibili per affogare in un oceano di rabbia e autocommiserazione.
Forse vorrei guardarmi allo specchio e non sentirmi così irrimediabilmente condizionata ed elucubrante, tutto il tempo, ogni minuto.
Magari io certe cose non le voglio, ma non lo so nemmeno io. Magari era tanto che non avevo paura, e adesso ho paura. Che poi è una sensazione subdola quando non la si percepisce nettamente e non si dice con onestà a noi stessi. E’ il non capirsi che frega, poco importa se urli al mondo che sei terrorizzata. Non lo sai davvero finché non ti trovi a pensare che potresti a breve sentirti devastata rimanendo totalmente impotente di fronte agli eventi. Che stavolta sono cazzi perché crollerai.
E tu di crollare non hai nessunissima voglia.
Per cui che fai? Da fuori ti vedono tutti che fai le bizze.
Io non faccio le bizze, non pesto i piedi. O meglio, lo faccio, ma la verità è che ho paura.
Sempre.
Di tutto.
Perché il mio buio potresti diventare tu.

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