Lo stato attuale.

C’erano diversi motivi per cui avevo da tempo decretato che non era proprio il caso. Diverse e validissime ragioni per ritenere che mantenere lo status quo sarebbe stata la scelta migliore, almeno per il momento. Almeno fino a quando non sarei stata in grado di rispondere alla domanda “cosa ti attende per i prossimi mesi?”.
In altre parole, almeno fino al concorso.
E ora, ripetiamo tutti insieme: MAFFIGURATI.
Perché ci stava, era ineluttabile, scontato. Financo logico e consequenziale.
E mi sono anche detta che finalmente la mia situazione, che durava da fin troppo, risultava in qualche modo adeguata allo stato delle cose, perché una relazione cambia prospettive e pensieri. E non fa studiare Anestesiologia.

Gioia delle gioie, stavolta la tensione ha deciso di farsi sentire sottoforma di colite, cosa che non mi era mai successa. Avevo già pronte le scorte di Novalgina e Tachidol per le care, vecchie, solite emicranie fulminanti. Invece ora sono a un passo dai punturoni di Buscopan e cerco d’ignorare la cosa mangiando continuamente schifezze, che si sa, mangiar fuori è la cosa che più mi tira su il morale.
E penso. Penso tantissimo. Non faccio altro che pensare. Alla spinale, all’epidurale, ai vantaggi della lama retta piuttosto che uncinata. Penso anche che mi batte fortissimo il cuore e io non la volevo questa cosa.

Ma è successa.

Considerazioni random:

1) non mi piace la retorica da centro sociale del tipo “ci stanno rubando il futuro”, perché mentre ci rubano il futuro siamo in Vettovaglie a fare l’aperitivo e nessuno di noi ha la benché minima idea di cosa significhi non vederlo davvero, un futuro. Ma quando ti sbattono in faccia una realtà come il nuovo concorso nazionale di Specializzazione Medica non si può far altro che constatare amaramente che questo è un Paese malato, che certe cose non possono e non devono succedere, che porca troia io non voglio ma devo andare via. Voglio, esigo e pretendo l’opportunità di autodeterminarmi come medico e come donna, e un giorno come moglie e madre. Voglio scegliere, perché non ho bisogno di una Patria né di un Dio, ma ho bisogno di salute psicofisica. Come ne avranno bisogno i miei pazienti. Per cui vaffanculo, vaffanculo, vaffanculissimo, posso mettercela tutta ma non mi merito questo. E non lo meritano nemmeno i miei colleghi, la mia generazione tutta non si merita una vita di precariato e malessere, con opportunità zero.

2) credo non sia mai esistita una persona con la quale non abbia mai avuto da ridire. Ma su di Te non ho da ridire proprio niente.

3) una canzone allegra, perché ne ho bisogno. Buonanotte.

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