Questa storia che a Medicina si studia di più.

Non è che siccome mi sono laureata posso dire quello che voglio, ma fondamentalmente anche sì.
Scrivo questa cosa ispirata da due cose:

1) Una serie di articoli bellissimi di StudentiFuori (questo, questo e questo): l’idea è fantastica e siamo tutti in trepidante attesa di quello che parlerà di Medicina. Che oltretutto sarà scritto dal mio amico Andrea, per cui occhio a non perdervelo.

2) Una discussione con un’amica che fa Scienze della Formazione, lavora in un bar, insegna judo e va a ballare due sere a settimana, ma dice di studiare quanto me.

Ecco, nel leggere di questi stereotipi francamente mi è salito dal profondo del sistema limbico un grosso, grossissimo, enorme “BAH”. Soprattutto per quanto riguarda Lettere e Scienze della Comunicazione. Mi piacerebbe davvero comprendere come mai non ci si può avvicinare ad uno studente di Lettere o SdC senza sentirsi abbaiare da cento metri di distanza “ANCH’IO STUDIO TANTO!”. Per mia esperienza, gli studenti di area umanistica sono quelli con più coda di paglia di tutti.
Lo studente di Medicina medio si limita a dire che non potrà uscire perché ha un esame fra due mesi, a farsi le sue 10 ore al giorno insieme ai benemeriti cazzi propri. Anche nel caso del più borioso pezzodimmerda, e Medicina ne è piena, state sicuri che nessuno si sentirà di giustificarsi per qualcosa dicendo che studia tanto. E’ fisiologico e naturale, il libro è un prolungamento dell’arto superiore e la caffeina tanto varrebbe farsela in vena. Non c’è da discuterne.
Ogni volta che la conversazione alla macchinetta del caffè verte sugli oneri accademici, gli studenti di facoltà umanistiche intraprendono una specie di tacita guerra dialettica per dimostrare quanto loro sudino sui libri, come se presupponessero che li riteniamo tutti dei decerebrati.

Adoravo la filosofia, ho una passione viscerale per la lingua inglese e tengo sullo scaffale d’onore il Guglielmino su cui studiavo al Liceo. Scrivo. Raccatto citazioni, frasi e pensieri scritti che mi comunicano qualcosa da mane a sera.
Potrei mai considerare chi studia certe discipline una persona da poco, un idiota, un fannullone?
La risposta è ovviamente NO.

Quello che però ci tengo a sostenere con forza è che, oggettivamente, facoltà come Lettere, SdC o Lingue non richiedono l’impegno che richiede invece Medicina in termini di TEMPO. Tempo, occhio, non “accensione di terminazioni nervose”.
Come dicono in molti, Medicina la fa anche una scimmia ammaestrata. Per comprendere profondamente la filosofia o i collegamenti che sussistono, ad esempio, fra letteratura classica e letteratura moderna, ci vuole un certo tipo d’intelligenza che non tutti hanno. Sull’essere un buon medico non mi pronuncio. Perché quello, con i 30L a Medicina, non c’entra proprio niente.

Prendete una qualsiasi aula studio aperta fino a mezzanotte come molte ne esistono nelle città universitarie. Soffermatevi a guardare i libri di coloro che dopo le 22:00 si trovano ancora lì. Ispezionate gli zaini di quelli che arrivano alle 8:30 insieme ai portieri. Mi dispiace dirlo, ma fra loro gran parte sono medici, scienziati puri, ingegneri, giuristi.
C’è qualcosa di male?
Sono (stata) migliore di queste persone?
No.
Ho solo fatto una facoltà che richiede maggior impegno. Una quota maggiore del mio tempo su questa Terra rispetto a te che fai SdC.

Motivi per cui ciò avviene:
1 – obbligo di frequenza cinque ore al giorno;
2 – tirocini obbligatori a orari indefiniti e spesso molto scomodi;
3 – frequenza nel reparto prescelto (come un tirocinio volontario;
4 – mole di studio materiale indiscutibilmente superiore.

Vorrei proprio che studenti come lo sono stata io comprendessero che Medicina non è una facoltà come le altre, che arriva a plasmare la vita di chi la studia e ad avvolgerla in modo così totalizzante che non ci si può permettere di paragonarla a nient’altro.

Per questo, e per molti altri motivi, sono convinta che tanti di questi studenti quando parlano di studiare tanto non sanno di che cosa stanno parlando e non ne hanno un’idea. E’ un’affermazione profondamente impopolare, lo so, e mi sento male se penso a ciò che mi rimbeccherebbe la gran parte delle persone che conosco se lo dicessi ad alta voce.
Ma i miei coinquilini mi hanno vista, i miei amici, i miei genitori. Tutti potranno confermarlo.
Medicina è diversa. E no, non potete capire.

Proprio come dice questo non medico in questo bellissimo articolo.

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