Melancholia a caso.

Prima di tutto ci terrei davvero a capire come mai è giugno e fa ancora un freddo assurdo.
Sono nata il 21 di maggio e ricordo benissimo che, all’arrivo del mese del mio compleanno, scendevamo giù in giardino e giocavamo fino a sera in calzoncini corti e maglietta. Io, Marco, Irene e mio fratello. Anche le mie feste di compleanno si sono sempre svolte in giardino, e in quelle foto che ora sembrano quasi d’epoca tutti i bambini avevano vestitini leggerissimi, e splendeva il sole.
Mi ricordo questo gran sole e i gavettoni dell’ultimo giorno di scuola ogni anno, che eravamo tutti già arrossati sul volto e sulle spalle. Dopo esserci schizzati come emeriti deficienti gironzolavamo per la città in quelle condizioni improponibili tutto il giorno senza sentire mai fresco.
Ora invece fa un freddo cane, ho addosso tuta, maglia a maniche lunghe e calzini, e mi trovo sotto il pile con una mezza idea di tirar fuori il piumone.
Sì che dalle mie parti ha sempre fatto freddo, più freddo di Lucca centro, e non parliamo di Pisa.

Stasera tornando a casa ho visto una lucciola che svolazzava nella mia veranda, e volava in circolo, come se fosse confusa. Anche questo è cambiato. Mi ricordo così tante lucciole ad illuminare il gelsomino vicino al fosso che sembravano un’installazione natalizia, solo più bella. Me le ricordo vivaci e colorate, a migliaia, e amavo guardarle ogni volta che rientravo. Una sorta di mantra: telecomando, cancello, gira a destra, spegni la macchina, sbatti la portiera, guarda il gelsomino con tutte quelle luci… E poi il cielo, che erano più stelle che blu.
Stanotte quella lucciola era da sola e stavo quasi per ergerla a metafora di tutti i cambiamenti malinconici che ho vissuto negli ultimi anni.
Ero pronta a crollare in un oceano di autocommiserazione quando questa bestina, incredibilmente, mi ha seguita in casa. Mentre stavo per chiudere la porta, un’altra lucciolina l’ha seguita lesta lesta.
Adesso danzano nel buio del mio salotto, e anche se sono solo due sono belle.
Belle in modo diverso, belle che forse ci metteranno un po’ a smettere di girare per poi ritrovare la strada di casa, ma intanto fanno sorridere me.

Che non è facile.
Mai, niente.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...