Quelle che

Ogni volta che lo rileggo è più bello.

memoriediunavagina

Sto ricominciando a fumare. Mi dico che no, che non è vero, che smetto quando voglio, che una sigaretta ogni tanto (nel corso della giornata) non è poi questo dramma. Mi dico che non posso mica rinunciare a qualsiasi cosa, perché quelle come me non sono persone sane, non lo sono state mai. Non siamo buone e non siamo salutiste. E’ una postura, ce lo imponiamo, fingiamo di poter agire sulla nostra indole ma no, sono tutte stronzate, se nasci tondo non muori mica magro.

Ci facciamo un po’ male, quelle come me, ne abbiamo bisogno, almeno in qualcosa. Perché farci un po’ male ci è essenziale per vivere, perché non sappiamo fare altrimenti, nemmeno se vogliamo o crediamo di volerlo, nemmeno se ci proviamo o se fingiamo di essere di quell’altra razza lì. La razza di quelli che crescono, di quelli che la vita se la costruiscono, di quelli che…

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GoT 4×06 REVIEW —> “Ciao a tutti, sono peter Dinklage e voglio un altro Emmy!”

Ho deciso di scrivere un elogio d’imprecisata lunghezza a Peter Dinklage per la sua performance in Game of Thrones 4×06 ed ho deciso di farlo nonostante impazzi ogni genere di recensione da ogni angolo di mondo. Per quanto apprezzi l’ironia di Best Movie e sia letteralmente morta su “Oberyn-look-at-all-the-fucks-I-give-Martell” leggendo la review di Telefilm Addicted, devo dire che parlare di questa puntata senza risultare terribilmente scontati è veramente arduo.

Dato che l’intera puntata va salendo al livello di tensione emotiva lascerò il mio personalissimo commento sul processo per ultimo, come effettivamente è stato, e procederò come sempre a fare il punto della questione:

Ramsay Snow, Theon Greyjoy/Reek, Yara e gli Uomini di Ferro @Dreadfort:

Non mi soffermerò troppo sullo strazio che mi provoca veder mutilato nel corpo e nell’orgoglio Theon Greyjoy (interpretazione magistrale di Alfie Allen, che ha la faccia da stronzo bietolone, ma sa il fatto suo), né su quando Iwan Rheon sia terrificante nel suo ruolo. La sua capacità di far raggelare il sangue è ormai un dato di fatto, e poi il ragazzo ha la faccia giusta: quelle espressioni me le ricordo anche in Misfits, sebbene il personaggio di Simon fosse totalmente diverso, anzi l’opposto del sadico Ramsay Snow.

…La sostanza è che il ruolo dello psicopatico gli riesce più che bene, ma ha un’intensità tale che vorrei vederlo cimentarsi  in altri personaggi,magari più simili al Simon-eroe della seconda stagione di Misfits. Conoscerlo e approfondirlo meglio questo attore, perché ha qualcosa in più degli altri.
Senza parole per il misto di morbosità, disgusto e vena vagamente sessuale che ho avvertito nella scena del bagno, durante la quale il dominio del Bastardo di Bolton sulla mente straziata di Theon/Reek è spinto alla sua apoteosi: costringerlo fingersi sé stess0. Poi ci sarà il Moat Cailin e tutto il còrrimidiètro che noi nerd che leggevamo i libri before the show was cool (=quando non vi cagavate GRRM di pezza e mi davate dell’invasata perché passavo le ore a parlare di questi personaggi come se fossero vivi) sappiamo benissimo. La storyline di Theon/Reek di qui in poi è un po’ mèh, e credo che la versione televisiva la velocizzerà un po’, così come spero che faccia con Arya.
Sono anche felice di non aver assistito alla Noia Mortale della sua infinita gita per i campi col Mastino, che davvero non ne possiamo più. Capisco le tempistiche, che poi non torna con tutto il resto, ma abbiamo capito che lui le sta sulle palle ma non può lasciarlo per paura di finire sgozzata e che programma di far fuori mezza Westeros asap. Ok, basta.

Stannis Baratheon e Davos Seaworth @ Iron Bank di Braavos:

No vabbè qui ho solo una cosa da dire: Mike Gatiss. Immaginavo che l’avremmo visto in GoT, ma quello che molte persone in Italia non sanno è che Mark Gatiss è il creatore di Sherlock nonché interprete di Mycroft Holmes, seccante e puntuale agente governativo in perenne lotta fra l’amore per suo fratello e il di lui carattere di merda. Un personaggio che in Sherlock si arriva ad amare molto. Inutile dire che, appena ho visto la sua faccia (di culo, eh sì, scusami Mark, ma anche tu hai una faccia che non lascia possibilità d’interpretazione), ho pensato che non posso aspettare ancora tutto questo tempo per la prossima stagione di Sherlock ed arriverò a sognare Cumberbatch anche durante le ore di veglia, come se non bastassero le fantasie notturne in cui lui mi riceve in Baker St. e mi offre il thè. In ogni caso, mitico Mark Gatiss.

Ora, Stannis a me non piace, non vedo ne ho mai visto perché insista nel trattare di cacca l’unico uomo leale di tutta Westeros dando retta a quell’altra impasticcata della Donna Rossa, Scarlatta, La Puttana Vermiglia o comediavolosichiama. Pare che nella prossima puntata lei proseguirà la sua opera millenaria di lavaggio del cervello a un altro premio nobel e cornuta: la moglie di Stannis. Insomma, grazie a Seaworth che come al solito gli salva il deretano, il cervo anziano raccatta due lire per rimpolpare la campagna elettorale (era lì lì per bussare di porta in porta a minatori e pastori per raccattare qualcosa con cui comprare navi). Nel frattempo era circa dalla scorsa puntata che non vedevamo una prostituta ignuda, per cui ecco Salladhor Saan intrattenersi nella vasca con due tizie (svestite, ovviamente) e venir reclutato dal Cavaliere della Cipolla per combattere al fianco del Sommo Deficiente dal sorriso ammaliante. Sì Stan, sto ancora parlando di te.
Noia, noia e ancora noia.

Daenerys e compagnia cantante @ Meereen:

Nemmeno Daenerys mi piace. O forse dovrei dire Daenerys della Casa Targaryen prima del suo nome, la Nata dalla Tempesta, Regina degli Andali e dei primi uomini, Khaleesi del Grande Mare d’Erba ( o come cacchio si traduce “Great Graaa Sea”), Spaccacatene, Madre di ‘ste tre carbonelle arrostiscigreggi, la Bianca fra i Negri – com’era quando entrò ad Yunkai, la Mhysa misericordiosa di tutti noi che fa crocifiggere gente perché lei è troppoggggiùsta, e poi? ‘Na fetta di culo?
Bella la responsabilizzazione e la raggiunta consapevolezza che governare non è facile e nella vita non esiste solo il bianco e nero, ok, ma anche lei dovrebbe subire un’accelerata nella storyline perché davvero di ‘sti sorrisi e questa perfezione non se ne può più. Un plauso per Daario (o meglio, il suo Suupplente- Docmanhattan con questa mi ha fatta veramente PIEGARE) che è sempre più figo anche se stavolta non l’abbiamo visto. Mettiamoci una sua foto giusto perché è figo.

Daario_Naharis
Che poi comunque la phya media preferisce l’ex-Daario, io no. Lui è moro, e moro è sempre meglio.

E ora forza coi cori da stadio che si va ad Approdo del Re, e qui vi voglio. Scene fra le migliori in GoT.

Però domani, che ho un sonno boia.

Shonda, dì la verità, tu mi spii.

“I don’t want you to work FOR me. Us working together would destroy my marriage, my life. The way I loved you? Was consuming. And eventually you’ll hold a carrot and I’ll be chasing you. I have a family now, a life I want. I don’t want you to work FOR me.”

Dr. Preston Burke – Grey’s Anatomy S10E22

Ecco il motivo per cui, per quanto fra due persone esistano i sentimenti più intensi del mondo, a volte non ci si può proprio permettere di stare accanto. Bisogna evitarsi e far finta di non esistere per l’altro tirare a dritto su binari paralleli ed essere felici lo stesso. Per evitare di finire intossicati nelle stesse dinamiche, perché se non hai altro da dare ad una persona continui a darle amore, ma in quel modo difettoso al quale eravate così avvezzi da farvi più male che bene.

Ecco il motivo per cui tornare è sbagliato, perché lo sappiamo che a volte funziona così, che magari era solo l’orologio ad aver sbagliato ma ci siamo finiti di mezzo tutti quanti…

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Nel frattempo sono a Lucca con tremila cerotti sulle dita. Non sono assolutamente in grado di maneggiare mobili Ikea senza ridurmi come Gesù Cristo dopo il martirio. Ma sta venendo bene, la mia stanza. Va tutto bene, davvero.