Oggi ho mangiato un limone intero a morsi. Problemi?

E insomma, mi fanno scrivere su questo sito.
E insomma, sono anche fra gli autori più letti del mese di gennaio.
E scriverci mi piace. Anche se devo moderare i toni e non posso sempresempre scegliere di cosa parlare – vedi articolo su San Valentino che ho iniziato a scrivere con la verve del relitto del Titanic, direbbe la Litty, ma alla fine è stata una bella sfida ed è uscito abbastanza bene.
Una cosa che mi perplìme è il fatto che scriviamo in maniera che definirei catchy, in modo che alla gente non venga il magòne quando apre un articolo. Mi spiego meglio.
Il punto è che la mia caporedattrice dice che è meglio dividere in paragrafi il tutto in maniera che la gente sia invogliata a leggere e gli articoli pesino meno al lettore.
Altro consiglio e format ormai stra-adottato da tutti i siti ggggiòvani per igggggiòvani come noi: l’elenco. La lista.
Ora, siccome se non critico qualcosa mi viene l’orticaria, dirò che tendenzialmente dividere in paragrafi e fare gli elenchi… A me non piace proprio.
Sono abituata a chiudere le affluenze ematiche al cervello e scrivere come e cosa mi piace, per me, senza pensare alla comodità di nessuno. Se così non fosse sarei un altro tipo di blogger e writer. Chiaro che non scrivo la Divina Commedia, e nemmeno un carme. E’ una via di mezzo, lunghino di solito, i tuoi santi cinque minuti a leggerlo ce li metti.
Ma, daje, credo tu possa farcela anche senza che ti divida il tutto in paragrafi o m’inventi “Le ventordici cose che“.

Tutto ciò voleva essere una semplice introduzione al fatto che, siccome di secondo nome faccio “coerenza”, oggi mi va di fare un elenco d’epica inutilità.

Ma MI VA, per cui ècchelo:

SEI MODI IN CUI I MIEI COETANEI MASCHI SANNO ESSERE VERAMENTE DISGUSTOSI*

*= Quando dico “disgustosi” non lo dico così, tanto per sparare alto. Parlo di atteggiamenti e comportamenti che suscitano reazioni pessime nel 100% delle donne di fronte alle quali tali orrori vengono performati. Reazioni che vanno dall’ “oioioioioioi” al “non ti scoperei nemmeno tu fossi l’ultimo sul globo terracqueo, fottesega di preservare la specie”.

La Società Internazionale Phye Cagacazzi ha da millenni varato la metodologia di Grading Internazionale dei comportamenti disgustosi, che si possono situare fra 1 e 5 BLEAH, dove 5 indica l’assoluta impossibilità a relazionarsi col soggetto che performa il comportamento disgustoso in questione perché troppo infimo e tendente al grottesco.

1) L’uscita inappropriata dal contenuto sessuale esplicito: oggi un tizio che conosco ben poco ha affermato con convinzione che vuole una donna bionda ed alta(e te pareva?) “che faccia le seghe coi piedi“. Ora, se me l’avesse detto il mio amico del cuore gli avrei detto “via giù” e probabilmente avremmo disquisito del tema per otto ore a filo sputtanando una giornata di studio. Ma tu no, cuore. Credi di essere talmente phyo da poter sparare volgarità a caso senza che io ti giudichi un pluridecorato demente? La risposta è ovviamente NO.
Livello disgusto: 2 BLEAH, ovvero: hai ancora speranze di dire o fare qualcosa d’intelligente e riscattarti. Se hai l’aspetto di Louis Garrel posso anche passarci sopra.

2) Orecchie, dietro delle stesse o unghie sporche: io mi chiedo, porchilmondo, com’è possibile che alla verde età di 25 anni suonati tu non sia in grado di strusciare un attimino di più mentre ti lavi le orecchie. E’ agghiacciante, sai? Per non parlare della vegetazione di schifo che ti abita sotto le dita. Non mi fate dì altro, và.
Livello disgusto: 3 BLEAH, perché chissà cos’hai nelle mutande se non sei in grado di pulire nemmeno le zone visibili.

3) Rutti a tavola: qui bisogna fare le dovute distunzioni. Io non sono una Principessina di fronte alla quale usare solo linguaggio forbito o inchinarsi. Può andarmi bene sentir emettere rumori strani al baretto di fronte a una birra, o così per sport solo perché sei un uomo e hai la fisiologica necessità di compiere poderose eruttazioni per segnare il territorio e guadagnartene la supremazia.
Ma NON mentre IO sto mangiando, grazie.
Non esiste persona più disgustosa di chi rutta deliberatamente mentre gli altri consumano il proprio pasto, non tanto per la fisica sensazione di rigetto che provoca, quanto perché dà prova di un menefreghismo e di una pochezza sociale da mettere i brividi.
Livello disgusto: 1 BLEAH, e sono buona, non ne metto 2 solo perché questa è effettivamente una cosa tollerabile e tollerata dai più. PERO’ a me continua a far veramente schifo.

4) Le donne come pezzi di carne: ebbene, come dicevo qualche post fa c’è modo e modo di essere un single farfallone alla ricerca di sesso casuale e niente più. Puoi essere Frank Flannagan(tanto prima o poi un’Arianna che t’impalma davanti ti passerà), o puoi essere un ghiòzzo di bùa, come si dice a Pisa, senza ritegno che si bulla con gli amici, ma non prima di essersi esibito in una performance sessuale vuota, triste, deprimente e bestiale – non in senso buono. Sia direttamente che indirettamente ho fatto esperienza di alcuni di questi soggetti e devo dire che la sensazione di sporcizia, desolazione, pena e tristezza che lasciano addosso è qualcosa di inspiegabile. Fortunatamente negli anni di singletùdine s’impara ad evitare questi soggettoni in favore di giri di valzer coi più disparati Frank Flannagan, ogni volta pensando di far la fine della culosissima Arianna. Solo che non succede mai.
Livello disgusto: 4 BLEAH, non si arriva a 5 poiché un minimo di responsabilità da parte della donna a ‘na certa età SI RICHIEDE, e non è più ammissibile trovarsi ad avere a che fare con certi obbròbri.
Sì, a
nche se si tratta del phyo più phyo del mondo.
, anche se suona in un gruppo, fa arrampicata, cura i bambini malati in Africa ed è la fotocopia sputata del Marco Cocci di cui sopra.

5) L’anchéggio disperato cum appoggio in discoteca: ora, per qualche motivo il Maschio Tristòne Medio dev’essersi messo in testa ai tempi antichi che il fatto si spiattellarci la mercanzìa sul didietro mentre balliamo in pace con le nostre amiche possa in qualche modo risultare sexy. Propongo una campagna internazionale per il debellamento di questa credenza. Neanche il più figo Marco Cocci o Luca Argentero di turno potrebbero andare in goal con quella mossa disgustosa. A chi piace?
Forse siamo tutte condizionate dal fatto che la tendenza a questa pratica terrificante è di solito direttamente proporzionale alla bruttezza ed alla stupidità di chi la applica, della serie: ogni cacchio di volta che mi vòlto mi trovo davanti un cesso di proporzioni epiche. Ma anche fosse Luca Argentero credo che prima di saltargli addosso gl’intimerei di scegliere approcci un cincinìno più fini. Perlamordiddio, ragazzi.
Livello disgusto: 4 BLEAH, manco i clienti di mezza età al ristorante dove lavoravo mi s’approcciavano in maniera così viscida.

6) I punti neri sul naso, magari su sfondo di pelle grassagrassagrassa: qui siamo all’apoteòsi, signori miei. Il dietro delle orecchie sta appunto dietro, il condotto uditivo è profondo e ricurvo, per carità, posso capire che risulti difficoltoso avventurarsi in tali pertugi e ripulirli. Per quanto riguarda le unghie ci sta benissimo che andando in giro ti sporchi, chessò, perché maneggi la catena della bicicletta o ti metti a scavar buche nel terreno per diletto. Non so, comunque, voglio dire… CAPITA.
Ma il naso NO. Il tuo naso è tragicamente ed ineluttabilmente al centro della TUA faccia.
Allora, cuore, come cacchio è possibile che tu non veda quella piantagione di cotròzzoli neri che vi campeggiano in vetta?
Inoltre, come puoi tu, persona plausibilmente normovedente, non accorgerti che rifletti da tanto che la tua pelle è untuosa? Mi vengono i brividi solo ad immaginare determinati conoscenti conciati a ‘sto modo ed incuranti della nausea che in me sale prepotentemente mentre c’interloquisco.
Una volta ho dovuto scusarmi facendo finta di ricevere una telefonata perché stavo per strillare in faccia al soggetto in questione “MIODDIO REGOLATI! CHE è QUELLA ROBA?! c’HAI IL VAIOLO?”. Spaventoso ed intollerabile.
Livello disgusto: 5 clamorosi ed altisonanti BLEAH. Non credo esista più grande espressione di sudiciùme.

*****

Ecco, ora ho sfogato un po’ di livòre pre-esame e mi sento meglio.
Meno male che in questi giorni ci sono Vagy e Paola a farmi compagnia fra una malattia a caso e l’altra che mi ritrovo a dover studiare per ‘sta dannatissima Medicina Interna.
Due blogger che incarnano perfettamente le mie due anime in perenne contrasto. Passerei le ore a leggerle per ritrovarmi un po’ meno acida ed un po’ più compresa.

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