In musica, anno vecchio addio.

Volevo fare un complesso ed articolato bilancio dell’anno che sta per concludersi ma davvero non ce la posso fare, per cui sceglierò un tot di canzoni nella mia PL “Preferiti” di Spotify e lascerò che il mio cervello sputi ricordi, nozioni e citazioni a caso, che poi è più o meno l’unica cosa che sa fare.

Andiamo in ordine cronologico:

1) The Smiths – Girlfriend In A Coma – 2011 Remastered Version —> merita l’inserimento in quanto il 2013 è l’anno in cui ho scoperto gli Smiths e sono finalmente riuscita ad uscire dal Buco Nero del classick rock+cantautoratoitaliano+folk con pericolose deviazioni hipsteròidi che precedentemente m’attanagliava. Insomma, ho scoperto il lato ’80/’90 dell’Esistente in quanto a fandom musicali, il che mi rende ben tarata nel cervello, lo so, ma al contempo molto fiera di me. Cheppòi c’è anche Asleep cheppòi è soundtrack di The perks of being a wallflower, film cult dell’anno, ma vabbè, poi mi perdo.

2) Noah And The Whale – L.I.F.E.G.O.E.S.O.N. —> ovvero “alzati e pensa a goderti la vita”. Con la mia nuova amica speciale, per inciso. E quella nota brit che vabbè chettelodicoafare.

3) R.E.M. – ÜBerlin —> perché la prima cosa che ho fatto nel 2013 è una pazzìa coinvolgente non i REM ma Berlino. Questa è una canzone un po’ disillusa ma consapevole e tutto sommato positiva, proprio come mi sentivo un anno fa.

4) Marta Sui Tubi – Dispari —> inevitabilmente non riesco a separare questa canzone dalla ripresa della mia sempiterna tendenza ai colpi di testa e al seguire la pancia. Cosa che sto cercando di moderare in maniera che non mi faccia star male, ma al contempo che sia possibile sfruttarne l’energia propositiva. Poi ad un certo punto fa un elenco di elementi tendenzialmente intellettualoidi per poi uscirsene con uno scioglilingua che ha in sé un concetto pauroso per me. Quindi CIAO!
“Non ti vergogni di mostrarti nuda come una cipolla che non sa far piangere,
e duro il modo in cui mi osservi stare solo sai che poi non te lo puoi permettere…
I dischi che non capirai, i libri che non leggerai,
le citazioni ti sorprendono, le variazioni ti confondono
Oscar Wilde, Sonic Youth, Motorpsycho, Mallarmé…
E non soffro se mi sento solo, soffro solo se mi fai sentire dispari ”

5) David Bowie – Changes – 1999 Digital Remaster —> questa è facile: ho cambiato specializzazione dopo anni di frequenza e passione per l’Ematologia. Ho deciso che sarà un’intensivista e non un’ematologa con grande sofferenza, credo che una parte di me vorrà sempre fare Ematologia, ma sono troppi i motivi che hanno portato questa scelta, e non potrei essere più felice. Potrò essere un disastro sotto tanti punti di vista, ma questa è la cosa che fa per me e mi rende felice.

6) The Killers – Mr. Brightside —> ogni mattina una Gioia sa che dovrà alzarsi e correre più veloce del Dèmone degli esami per non finire al manicomio. Il Dèmone degli esami ogni mattina si alza e tenta di fagocitare Gioia per evitare di essere sconfitto da positività e faccia tosta.
Qual modo migliore di sorgere ogni mattina di Mr. Brightside? In qualche modo lo sconfiggo sempre e parte del lavoro lo fa la mia Canzone della Sveglia, questa.

7) Dexys Midnight Runners – Come On Eileen —> alias “la canzone del mio 2013 che mi ha proprio rotto le palle”. Ho macinato questo pezzo così tante volte che non lo sopporto più, peggio di Basket Case ai tempi. Tutta colpa di quel fil dannatamente bello. Sempre The Perks, in caso qualcuno se lo stesse chiedendo.

8)  – REM Shiny Happy People + lyrics —> meglio conosciuta come “le serate del secondo semestre”, meglio conosciuto come “il momento in cui se poggiavo un po’ di più i gomiti sul tavolino era meglio. E ancora mi sorprendo del fatto che questo post contenga DUE canzoni dei REM dato che in generale non li amo per niente, ma tant’è.

9)  – Gogol Bordello Nomadic Chronicle —> it just simply reminds of my awesome flatmates, e poi dai, i Gogol Bordello NON possono mancare.

10) Tom Petty And The Heartbreakers – American Girl —> Sempre io, sempre la mia amica speciale, sempre benzina per i momenti del cazzo, ma è d’obbligo un video a questo punto. Tanto, tantissimo amore:

11) P!nk – Just Give Me a Reason —> non poteva mancare la canzone di quando ho battuto i piedini forte forte pensando che proprio non mi andava bene lo status quo, uffa uffa uffa mamma peròòòòò. Una cosa del genere. Poi subito dopo arrivava la fase autistico-pop depressiva, entità nosologica penso facente part del DSM V Edizione, altra perla del 2013 che però se Dio vuole non mi riguarda, che eprò diciamo in parte c’è stata con l’ascolto di Glitter int he air, sempre di P!nk, ma tralasciamo.

12) – Guns N’ Roses Patience —> ecco, questa canzone è la mia Pace dei Sensi. Ieri, oggi e sempre.

13) Daniele Silvestri – Ma Che Discorsi —> perché io di canzoni da uffa uffa uffa mamma peròòòòò ne ascolto poche, com’è noto. Ma bòne. Questa canzone è semplicemente perfetta per qualsiasi situazione che si ha la speranza di cambiare, sia essa una storia, un’amicizia, un lavoro su sé stessi che al momento è in stallo. Sì, il mio caso. Indovinato. La AMO.

14) Bruce Springsteen – Long Walk Home —> Bruce Springsteen, ahimé, non fa parte della mia cultura musicale. Un giorno m’intripperò e mi succederà quel che mi è recentemente successo con Tom Waits, ovvero prender l’intera discografia e macinarla in dieci giorni per poi giurargli amore eterno. Ma non adesso. Long walk hom è per il mio amico che è andato in America, per la nostra Luminara 2013 e per tutta la speranza forsennata che contiene. Una spinta che più americana non si può, ma mi piace tanto e spero di farla ben presto mia, voglio portarmela dietro in questo anno che verrà.

15) The Rolling Stones – Ruby Tuesday —> seh vabbè, sono scandalosa, Ruby Tuesday la conosco da almeno quindici anni. Ma solo nel 2013 l’ho AMATA, forse per quel libro che ho letto e che mi ha raccontato la storia di tutti gli amori di Keith e Mick, non so. Don’t question why she needs to be so free, she’ll tell you it’s the only way to be.

16) Chris Whitley – Kick The Stones —> il mio “ciao” agli anni ’90 e alla scena di sesso fra Thelma e Brad Pitt. Sempre con la mia amica speciale, pezzo sempre forièro di aspettative sessuali e discorsi. Penso il film sia del 1989 in realtà, ma sticazzi.

17) Levante – Alfonso —> “Corre l’anno 2013, in mano alcolici, e niente più Che vita di merda.” Qualcuno ha detto per caso SINTESI?! Scherzi a parte, noi 5, il Salento, la Pandina e teste che ballonzolano a ritmo…

18) Samuele Bersani – En e Xanax —> in realtà non ho mai capito se mi piace davvero, se mi fa schifo la metafora delle benzodiazepine, se la collego ad una determinata situazione, se non la posso patire. Però di tanto in tanto ci vado ancora in loop, è una storia che un po’ mi affascina e un messaggio che vorrei urlare ad un paio di persone ma avrebbe molto, molto poco senso.

19) Violacida – La ballata degli ostinati —> loro sono i Violacida. Loro sono parte di quello che c’è di bello a Lucca. Questo pezzo è la frustrazione generazionale ed al contempo la fiducia in quella generazione stessa. E’ un pezzo incredibilmente adolescenziale ed incredibilmente maturo e mi rende piena d’orgoglio per quei quattro che conosco, alcuni un po’ meglio ed altri solo di vista, ma che l’hanno proprio fatta giusta.

20)  – Stardust Mika, ميكا Coke Studio بالعربي S02E02 —> forse il pezzo più macinato del mio 2013. Se provo a chiedermi perché l’unica risposta sensata è che, per quanto abbia bisogno di carica e conforto dalla musica, quello che alla fine costantemente ricerco è la dolcezza di cui parlavo qualche post fà… Perché, in fondo, sono una phya pure io. In ogni caso Mika in questo video è un amore.

21)  – Il mondo stretto in una mano Daniele Silvestri —> in realtà un pezzo che mi porto dietro dalla fine del 2012 ed in qualche modo mi torna sempre fra le mani. Adattato a cose, persone, coppie di miei amici, paranoie, aspettative e quant’altro. Quello che voglio sempre ricordarmi di questo pezzo è il concetto di desiderare giorni sempre assurdamente uguali, qualunque sia la vita che si sta vivendo. Quello che voglio è addormentarmi soddisfatta del fluire delle mie giornate nel quadro generale del quale cerco sempre di avere una visione. “Pensa quadrimensionalmente”, diceva Doc Emmett Brown.

22) I KILLERS, in particolare:
 – The Killers Bones
 – The Killers Read My Mind
The Killers – Here With Me
The Killers – Miss Atomic Bomb
Lo so, arrivo dopo la banda. Lo so, i Killers erano a Lucca quest’estate. Ma sono una mia scoperta settembrina dettata da qualche link su Facebook nonché una rivalutazione fra le più mastodontiche degli ultimi anni. Non so perché mi ero fissata che non mi piacevano i Killers, Mr. Brightside a parte che per me non era dei Killers per coerenza. Di questo gruppo mi piacciono i concetti e le poche pretese, ma più di tutto mi piace il fatto che diano così mainstream da non essere più seguiti dai miei amici hipsterdelcazzo. Adoro essere in grado di ammettere che ho scoperto i Killers l’altroieri e Ruby Tuesday una settimana fa. E’ semplice e nella jungla del mainstream e non mainstream io son particolare un casino nel mio ascoltare Lady Gaga, Roger Waters ed al contempo saltare come una iena assatanata al concerto di Max Pezzali. Sapevàtelo.

23) Dire Straits – So Far Away – Full Version —> per finire l’anno in bellezza, onestà & paranoia mi vedo costretta ad inserire questo pezzo. Che dire di So far away? L’ho ascoltata perché uno dei miei più cari amici l’ha pubblicata sul social, prima non la conoscevo. Sempre per la serie “arrivo dopo la banda and proud of it“. Ho sentito per la prima volta questa canzone una sera che avrei voluto vicina una persona, ma quella persona per vari motivi non c’era.
E io la volevo così tanto che Mark Knopfler è sceso dal cielo sulla mia home di Facebook a servirmi la risposta che mai avrei voluto sentire, ma che era davanti ai miei occhi da un po’ di tempo. Mi ha detto che malgrado avessi dentro di me una serie di cose bellissime ero lì e quella persona non c’era. Sottotitolo: non ci sarebbe mai stata.
Da cui il Dramma Postadolescenziale Seriale e l’ascolto compulsivo fra moccoli e madonne della cui originalità continuo tuttora a stupirmi. Alt + ctrl + canc, questa nel 2014 me la porto solo come gran pezzo rock anni ’80, giuro.

24) TOM WAITS, in particolare:
Tom Waits – Martha
Tom Waits – Jersey Girl
Tom Waits – I Want You
Tom Waits – In Between Love
Tom Waits – Little Trip To Heaven [On The Wings Of Your Love]
Che mi piacciono le voci graffiate si sa. Che mi piacciono le ballads scritte dai Maledetti è più che noto, ma era dai tempi della Millenaria Scoperta di Jeff Buckley che non mi affezionavo così tanto ad un cantautore. Tom Waits mi fa pensare come nessun altro, mi tocca delle corde per le quali erano necessarie le sue sfumature, le sue parole, la sua atmosfera. Non per niente ho ricevuto in regalo il libro con tutte le lyrics. Non per niente non riesco a togliermi dalla testa lo shalalala di Jersey Girl da un paio di settimane.
Poi c’è Martha, la canzone che mi ha chiarito un sacco di cose, la canzone che faccio mia più di qualunque altra. Ma non voglio portarmela dietro Martha. Voglio lasciarla lì dove abita perfetta e splendente: nel passato. Come la più grande, meravigliosa, stupenda storia che sia mai stata raccontata.

25) Lou Doillon – ICU —> non è proprio niente. E’ la canzone che sto ascoltando stasera che l’anno sta finendo. Ho dato un ascolto a questo pezzo perché ho passato la giornata in Terapia Intensiva e mi ha fatto sorridere vedermi comparire sulla home una canzone intitolata ICU(per i profani: Intensive Care Unit). In realtà ho ben presto scoperto che si tratta di una canzone del genere depressione elevata alla enne, del genere “ommioddiot’amoancora”, e proprio no, non voglio portarmela dietro, non voglio più guardare a certe cose. Però è un bel pezzo per cui lo segnalo.

***

Finita questa piacevolissima rassegna di scelte musicali passate sono pronta allo stress dell’organizzazione della cena, degli amici di amici, del menù, di tutto ciò che andrà storto, e poi… Poi si va nel 2014. E io, nel 2014, mi laureo e ne faccio mille.
Non vedo l’ora.

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