Problem-solving, crisi isteriche e contorno misto fantasia.

…AKA, un’altra Minestrina di Cavoli Miei:

Sono una persona che fa delle scelte.
Ma non posso scegliere di cambiare ciò che più profondamente mi contraddistingue, fisso e radicato dentro di me. Inamovibile peggio di mio padre quando mi vietava di guardare Canale 5.
La contraddizione, per esempio. In tutto e per tutto. Che concòmita ad una testardaggine che mia madre ha definito asinìna. Grazie Mamma. Comunque andiamo a principiare…

Una delle mie molteplici contraddizioni è che talvolta ho la sensibilità che mostrerebbe Dissennatore di Azkaban all’apice della crudeltà, altre volte invece mi sento sopraffare da quanto mi accade e soprattutto sono empatica con altre persone -anche cristiani dei quali non potrebbe importarmi di meno- in un modo che, giuro, ha del paranormale.
Mi piacciono le mie contraddizioni.
Il lato Dissennatore mi ha creato non pochi problemi e generato negli ultimi anni una sorta d’ansia anticipatoria per la quale penso e rimugino prima di dire qualsiasi cosa a qualsiasi persona.
Ma più di ogni altra cosa mi porta a farmi paranoie e pippe esistenziali impossibili sul SE quanto precedentemente detto possa aver urtato la sensibilità del mio interlocutore. Per cui alla fine tutto va a discapito mio.
C’è di buono che in questo modo m’interrogo e, quando vado fuori dal seminato, ci vado il più delle voltecon cognizione di causa.
I.E., “se sto usando questo tono sarcastico e questo contenuto tagliente… Non ti preoccupare tesoro, è tutto voluto. Non è che non capisco che ti sto ferendo/irritando/facendo inalberare. Io VOGLIO ferirti/irritarti/farti inalberare. Lo bramo con ogni fibra del mio essere. Non sto scherzando.”
Il che porta alla seconda contraddizione: millanta elucubrazioni ed autosvalutazioni associate a dosi di cinismo e acidità ben centellinare e piazzate al posto giusto.
…Proprio lì dove te lo meriti, tizia che fa finta d’interessarsi dei miei esami in realtà vuole solo bullarsi che lei s’è già laureata.
…Proprio su quel discorso che *so*,oh se SO…, che tu detesti profondamente – ma tu non sai che lo so, e qui grazie ai/alle sempre simpatici/che comari dell’Aula Studio Pacinotti che mi forniscono materiale per dispensare giustizia e cattiveria agli spaccamaroni di sorta.
…Sovente per farti capire che quella cazzata tu, tizio/a random(che probabilmente pensi di parlare con un’idiota)… A me, non puoi proprio permetterti di venderla.
…Talvolta per renderti noto che il tuo gravitare nella mia orbita m’infastidisce, o emerito/a imbecille, persona inutile, fastidiosa persona che “te l’ho già detto, NON MI PIACI PER N MOTIVI GIA’ DISCUSSI, fatti vedere bene bene mentre vai a spigare”.
E via discorrendo.

Ora, io dico: una persona così acida e cattivella NON dovrebbe essere insicura e taaaanto sensìbbbbbbile a rigor di logica.
Io invece a tratti mi scopro fragile come carta velina. A compartimenti stagni, direi.
Prendo tutto sul personale.
Sono piagnòna, poi. Non ne vado fiera ma mi si aprono i rubinetti più di quanto vorrei per cose di dubbio rilievo, ma attenzione: per le Grandi Tragedie della Vita(poche me ne son capitate, per fortuna) non verso lacrima.
Questo fa di me anche un’isterica che però nelle suddette Grandi Tragedie “ci sfòa”, come si dice a Pisa.

Nonostante tutto questo calderone di contraddizioni una cosa che non riesco a spiegarmi è il sesto senso che mi accompagna praticamente da sempre e risulta in fase con buona parte degli accadimenti importanti o supposti tali dal mio cervello destro.
E’ capitato spesso e volentieri che mi svegliassi pensando che sarebbe successo qualcosa: qualcosa di bello, brutto, buffo, ansiogeno o terribile. Ed è sempre avvenuto qualcosa di coerente alle mie sensazioni nei giorni o nelle ore seguenti.
Quando si tratta di qualcuno a cui tengo sbaglio ancor meno e questo mi porta a fidarmi delle mie sensazioni in molti contesti.
In altri invece annaspo e non riesco nemmeno a comprendermi da sola. Comprendere come mai sono arrabbiata, ho la tachicardia, mi sveglio bene, mi sveglio male, ne faccio mille o vegeto tutto il giorno.

In tutto ciò mi ritengo anche una persona abbastanza semplice.
Semplice solo perché sono in certi compartimenti UNA persona, in altri sono UN’ALTRA. E questi compartimenti sono due. E queste due persone sono SEMPLICI.
Per cui ecco il segreto, bambini: basta veramente poco per decodificarmi e capire ciò che mi passa per la testa.
Chi lo capisce riesce a scavare in un modo che ritengo fastidioso ma interessante, ed ecco la mia croce: chi riesce a far breccia nelle altrui debolezze e lo fa presente è indubbiamente uno stronzo. Ma a me PIACE. Ecco. Ho spiegato come mai mi piacciono gli stronzi. Mi piacciono perché capaci di comprendere qualcosa che, da parte mia, risulta d’immediata comprensione, voglio dire, ci sono io qui dentro. Cioè: ci siamo noi due. Una e l’altra. E’ lampante, come puoi non vederlo? Eppure non si vede.
Non lo vedi? Sei un ingenuotto indegno d’entrare nella mia mente e probabilmente anche nelle mie mutande.
Lo vedi? Sei un bastardo, ma hai capito che sotto le mie tre corazze(burbera-però autoironica-in realtà anche dolce)di cui parlava il mio amico Roberto ci sono due personcine. Due. Semplici. Eccole lì.
Sei dunque DEGNO.

Qual è la fregatura suprema? La fregature suprema è che la cattiveria e la bastardaggine non sempre s’accompagnano all’acume che serve per comprendermi. A volte le fabbricano da sole, così, a gratis.
E non sono ancora abbastanza brava da discriminare chi ne è provvisto e chi, invece, è soltanto un intollerabile e misero bastardo. Così, tout court.

E’ ora di crescere. Di capire queste cose e concerdervi l’attenzione che merito ma nulla più.
Ora di far pace con le mie contraddizioni e sfruttarle a mio vantaggio come faccio già con l’acidità e la battuta cattivella che ho sempre pronta. Come la mia ansia e le abilità di problem-solving che mi caratterizzano nelle Tragedie di cui sopra.
In ogni caso, mi piace tutto questo.
E piace anche a Tyrion[che è Amore, Ammirazione, Batticuore].

Non c’entra niente, ma io vado a vedere gli Aerosmith. IO VADO A VEDERE GLI AEROSMITH. Sono pronta a dare sfogo a un’ormai quindicennale passione sfrenata per Steven Tyler saltandogli addosso. Costi quel che costi. Perché come strilla lui e come mi parla lui da sempre… Nessuno. I suoi sono gli univi urli che riesco a sopportare adesso…

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