Si ok. S’è capito che fai Medicina.

Non sono impazzita. LO SO che me la devo tirare di meno e che non sto salvando il mondo. Questa cosa l’avevo scritta per postarla sulla pagina dello Studente di Medicina di Merda, ma poi mi son resa conto che ra una cosa troppo gnègnè, tipo da blog, tipo da mettere e rileggere fra qualche mese pensando che sono terribilmente insistente e banale.
Tipo che poi non nominerò più in questa sede la Facoltà di Medicina e Chirurgia per almeno una ventina di post, perché comincio a spaventarmi da sola.
La cosetta recita più o meno così:

“La SdM NON dM sono io, che faccio il sesto anno e non ne posso più.

Io che ho mille ansie. Mille crisi adolescenziali paragonabili a quelli di Joey Potter nella prima stagione, mille momenti pantoclastici e un paio d’ulcere in via di perforazione.
Io che vorrei fare di meglio ogni giorno e mi sembra di non riuscirci mai, ma al contempo penso che faccio veramente tanto.
Io che vorrei svegliarmi la mattina e non dover studiare le trecentocinquantamila lesioni cutanee della sifilide secondaria. Perché ho scelto la mia strada, ora BASTA. Non m’interessa più incamerare centinaia di nozioni iperspecialistiche di dubbia utilità su materie che non sono la mia.
Io che però le studio comunque.
Io che sono stufa di reggere i muri a tirocini inutili, vorrei rinchiudermi in reparto e non fare altro.
Io che avrei voluto imparare a fare il medico e non una serie di elenchi della spesa come spesso è stato, ma li ho imparati lo stesso.
Io che sono perennemente incazzata, di corsa, nervosa. Che in certi periodi non esco per un mese a filo.
Io che la mia cultura me la faccio da sola in reparto -grazie specializzandi!- perché altrimenti nessuno m’insegna ad usare un fonendoscopio.
Io che “nessuna materia è peggio di Anatomia, se ho fatto quello posso fare tutto!”, eppure ogni volta mi ritrovo daccapo a sclerare e perdere la ragione nei giorni antecedenti l’esame.

Io e le cellule di Clara, la cartilagine cricoide che appoggia sulla trachea “a guisa di capitello”, la frattura mediale della testa del femore che è peggio di quella laterale, i tredici istotipi del carcinoma vescicale, il SOFA score e il rischio sepsi in UTI, la dissociazione A-V, l’ARDS, lo SC con EPA… E poi la prima volta in camice, sognare una Medicina Interna come quella di JD e sapere che non sarà mai così, le cellule di Kupffer, il Folfirinox, sonic hedgehog, BCR-ABL, il metilprednisolone, quando dici che vorresti fregarti del Lexotan o dell’EN in Psichiatria, il lupus, le glomerulonefriti, il politrauma e un sacco di altre cose.

Io che, sopra ogni cosa, penso che nella vita non potrei né vorrei fare altro.”

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