Il diabete canzonogenico.

I could be staring at somebody new
But stuck in my head is a picture of you
You are the thunder, I was the rain
I wanna know if I’ll see you again
I said I love you, you said goodbye
Everything changes in the blink of an eye
It’s been a while, I still carry the flame
I wanna know if I’ll see you again
See you again, see you again
Want you to know, what you mean to me
What will it take, take you to see?

I could put a little stardust in your eyes
Put a little sunshine in your life
Give me a little heart and feel the same
And I wanna know if I’ll see you again
See you again

I’ve seen that before, cause you’re not even there
I’m writing this song and you don’t even care
Throw me a lifeline and open my door
And pick up my heart that you left on the floor
On the floor, on the floor
Want you to know, what you mean to me
What will it take, take you to see?

I could a little stardust in your eyes
Put a little sunshine in your life
Give me a little heart and feel the same
And I wanna know if I’ll see you again
See you again
Call me all the time is rushing by
And all the little things we leave behind
But even that do, is a little bit of me, a little bit of you
When will I see you again?
When will I see you again?
When will I see you again?
When will I see you again?

I could put a little stardust in your eyes
Put a little sunshine in your life
Give me a little heart and feel the same
And I wanna know if I’ll see you again
See you again
I could a little stardust in your eyes
Put a little sunshine in your life
Give me a little heart and feel the same
And I wanna know if I’ll see you again
See you again
Call me all the time is rushing by
And all the little things we leave behind
But even that…do, is a little bit of me, a little bit of you
When will I see you again?
When will I see you again?

Ci sono poche canzoni che mi addolciscono in questa maniera. Ho bisogno di riscoprirmi acida, o perirò come la più Donnetta fra le Donnette. Meglio pensare a Walder Frey così riprendo quella verve incazzosa che è sempre meglio di ‘sto stato d’animo romanticoso.

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Si ok. S’è capito che fai Medicina.

Non sono impazzita. LO SO che me la devo tirare di meno e che non sto salvando il mondo. Questa cosa l’avevo scritta per postarla sulla pagina dello Studente di Medicina di Merda, ma poi mi son resa conto che ra una cosa troppo gnègnè, tipo da blog, tipo da mettere e rileggere fra qualche mese pensando che sono terribilmente insistente e banale.
Tipo che poi non nominerò più in questa sede la Facoltà di Medicina e Chirurgia per almeno una ventina di post, perché comincio a spaventarmi da sola.
La cosetta recita più o meno così:

“La SdM NON dM sono io, che faccio il sesto anno e non ne posso più.

Io che ho mille ansie. Mille crisi adolescenziali paragonabili a quelli di Joey Potter nella prima stagione, mille momenti pantoclastici e un paio d’ulcere in via di perforazione.
Io che vorrei fare di meglio ogni giorno e mi sembra di non riuscirci mai, ma al contempo penso che faccio veramente tanto.
Io che vorrei svegliarmi la mattina e non dover studiare le trecentocinquantamila lesioni cutanee della sifilide secondaria. Perché ho scelto la mia strada, ora BASTA. Non m’interessa più incamerare centinaia di nozioni iperspecialistiche di dubbia utilità su materie che non sono la mia.
Io che però le studio comunque.
Io che sono stufa di reggere i muri a tirocini inutili, vorrei rinchiudermi in reparto e non fare altro.
Io che avrei voluto imparare a fare il medico e non una serie di elenchi della spesa come spesso è stato, ma li ho imparati lo stesso.
Io che sono perennemente incazzata, di corsa, nervosa. Che in certi periodi non esco per un mese a filo.
Io che la mia cultura me la faccio da sola in reparto -grazie specializzandi!- perché altrimenti nessuno m’insegna ad usare un fonendoscopio.
Io che “nessuna materia è peggio di Anatomia, se ho fatto quello posso fare tutto!”, eppure ogni volta mi ritrovo daccapo a sclerare e perdere la ragione nei giorni antecedenti l’esame.

Io e le cellule di Clara, la cartilagine cricoide che appoggia sulla trachea “a guisa di capitello”, la frattura mediale della testa del femore che è peggio di quella laterale, i tredici istotipi del carcinoma vescicale, il SOFA score e il rischio sepsi in UTI, la dissociazione A-V, l’ARDS, lo SC con EPA… E poi la prima volta in camice, sognare una Medicina Interna come quella di JD e sapere che non sarà mai così, le cellule di Kupffer, il Folfirinox, sonic hedgehog, BCR-ABL, il metilprednisolone, quando dici che vorresti fregarti del Lexotan o dell’EN in Psichiatria, il lupus, le glomerulonefriti, il politrauma e un sacco di altre cose.

Io che, sopra ogni cosa, penso che nella vita non potrei né vorrei fare altro.”

Sbagliato.

A me le strade dove ci si ammazza hanno stufato.
A parte la main road. La Mia Strada che mi sta mandando ai pazzi ma non svolterei da nessun’altra parte. Intendiamoci.

Solo che a volte mi distraggo e prendo sentierini sghembi laterali, che sì, corrono paralleli al mio ma mi rallentano, mi fanno cadere cento volte e va a finire che la Mia Strada mi rivede con qualche livido e un po’ più cinica ed incazzata. Ma mai meno vogliosa d’arrivare.
Ecco, quei sentierini inutili dove ci si sbuccia le ginocchia io non li voglio più imboccare.
Può sembrare inverosimilmente IDIOTA, ma in parte è per questo ho smesso con la traduzione, le serie tv, i kebab, i tirocini inutili e soprattuto lo spirito “io-devo-apprendere-ogni-disciplina-medica-perché-i-dottori-veri-sanno-tutto“. Vaffanculo. A me di Pediatria non batte essenzialmente niente, per cui let’s get through it e torniamo a occuparci di Sindromi Mielodisplastiche, che poi è quello che dovrei fare per i prossimi N mesi.
Allora come mai sono a tanto così dal fare una cazzata immensa?
Come mai muoio dalla voglia di perdermi fra i crepacci e quanto di più deleterio possa esserci?
Come mai sono profondamente DISFUNZIONALE?
Come mai ne ho già fatta una grossa come una casa negli ultimi giorni?
Come mai continuo ad inciampare OVUNQUE?

Daniele Silvestri – Ma Che Discorsi

Se pensi che sia logico
Scoprire in mezzo al traffico
Di amarsi in modo cosmico
Ma un attimo che poi due metri dopo
L’amore sembra consumato già
Lo so che non ti piacciono
Le situazioni in bilico
Le cose che succedono
E succedono lo so
MA CHE DISCORSI
SEI TU CHE BUTTI SEMPRE TUTTO GIU’,
Ma che discorsi
Nel dubbio che poi non funzioni più
Così fai tu.

E poi con quello che succede
In una storia come questa
Non è che ti può chiedere
Se sia la strada giusta
Ad ogni angolo, ogni semaforo che c’è
Lo so che non coincidono
Le previsioni e l’esito
Le obbiezioni in merito
Le immagino però
Perché fermarsi?
In radio c’è anche un pezzo che mi va
Ma che discorsi, scusa
La strada forse è chiusa e non si sa
(da dove viene – tantomeno dove va)
ci siamo persi ma
se tanto non hai fretta
amore aspetta…….
gira di qua…. Gira di qua
GIIIIRA!

E poi con quello che succede
In una vita come questa
Forse è meglio se la strada
Non è proprio quella giusta
Si, con quello che succede
Quello che si vede intorno
Non dobbiamo riconoscere
La strada del ritorno
Ad ogni angolo, ogni semaforo che c’è.