Let me go on, like I blister in the Sun.

Tempo di serie tv. O perlomeno, tempo di pilot a caso che riservano più d’una sorpresa.

Partiamo con The Carrie Diaries: mèh.

Se non fosse stata proprio Mrs. Bradshaw a 16 anni penso che avrei potuto anche fermarmi al pilot. E’ la solita pappa con un pelino-ino-ino di riferimenti a SaTC, anche non del tutto consoni a mio avviso. Le domande fondamentali sono tre:
1) ma il padre di Carrie non aveva abbandonato lei e la madre quando era piccola? Non so in quale puntata di SatC viene detto ciò esplicitamente, ma ne sono abbastanza certa. Allora cazzofate?
2) has someone ever mentioned the fact that Carrie had a little sister? Don’t think so. Ripeto: non sono la tvshows-nerd che ci si può aspettare. Non so linkare al volo la dimostrazione matematica che ‘sta sorella non esiste, ma, again, ne sono abbastanza certa.
3)  esistono personaggi più cliché di Walt, Mouse e Maggie? No, non esistono. Sono scontati da far spavento, e vabbè che siamo negli anni ottanta ma questo non ti autorizza a rispolverare la gamma completa di situazioni ha high school americana da Grease fino a Glee passando per i soliti dilemmi d’identità sessuale che non ne possiamo più.
E insomma io IMDb non lo guardo mai perché mettere solo 7.6 a United States of Tara è di per sé marchio d’inaffidabilità, e poi non ho voglia d’essere influenzata sulla base di non si sa che cosa. Ma stavolta IMDb c’ha ragione: robetta.

Cose fiQe(perché Baden-Powell diceva che c’è almeno un 5% di buono in ogni cosa):

Una sola. I pezzi anni’80 e Blister in the Sun che è decisamente il soundtrack del mese. L’ho sentita cantare al Paci e partire in un bar pieno di punk – dalle parti di Warschauer Straße credo –  a Berlino, come per darmi il benvenuto.
Mi sento così in questi giorni, come dicono i Violent Femmes.
L’ho ascoltata mentre pulivo la testa e la mia stanza. E proprio oggi di nuovonella 1×03 di questo TF che di altro ha veramente, ma veramente poco.
Da un mese questo pezzo torna sempre e, believe it or not, mi lascio suggestionare dal suo ricorrere nelle occasioni più disparate.
Blister in the Sun era Il Pezzo che cercavo e adesso ho capito un sacco di cose. Immensa:


The Following: intrigante.

Intrigante come Kevin Becon(alias Ryan Hardy) con la barba di tre giorni in veste di ex agente federale ritirato, mezzo alcolista e cardiopatico – con PM galoppante alla giovane età di… Quanto? Quarant’anni?
Insomma, tipo il sogno disturbato di tutte noi.
Intrigante come il rapporto perverso tra lui e Joe Carroll, che rimane reticente quanto basta per invogliare a conoscere il seguito e a scaricare la puntata successiva. E coinvolgente l’atmosfera grazie ai riferimenti psicotici su Edgar Allan Poe.
Io, come dire, in citazioni, slogan e culti per le personalità letterarie ed artistiche ci sguazzo. Il cast mi pare azzeccatissimo, la caratterizzazione dei personaggi è gestita per adesso in un modo che mi piace un casino: dà dei tratti, solo alcuni indizi che mirano a costruire un’idea, e senza entrare troppo nello specifico e quell’idea basta a creare un’aspettativa e una tensione non da sottovalutare per essere solo al secondo episodio.
Che poi io m’affeziono ai personaggi e Ryan già lo amo.
Piace, piace tanto.
Cosa NON fiQa: la tizia che nel primo episodio si pianta un coltello in fronte nel bel mezzo della sede dell’FBI.
E’ oggettivamente impossibile infilarsi in una sede FBI con un coltello, o almeno è ciò che spero. Per l’FBI, intendiamoci.
Invece no. La signora, coperta di tatuaggi inquietanti di Poeiana(poeiana?) memoria, si perfora il cranio senza troppi complimenti con una sorta di Miracle Blade estratto con grazia dalla borsetta… Mèh tutta la scena a dire il vero, troppa luce, colori non pertinenti. Per il resto il ghiaccio-azzurro di Emma e i “pastello” di Claire son fenomenali, e poi lei mi piace un sacco.
Poi, oggettivamente? ‘N’americanata nel complesso… Ma questo TF ha un insight clamoroso sui personaggi, e se dura così lo guardo, andassero a quel paese IMDb ed i suoi sproloqui, questa roba per me è un otto pieno.
[Eppòi le americanate mi piacciono un casino, tanto per ribadirlo.]


Sul rassegnarsi.

Credo che i casi siano principalmente due: quando non si riesce a raggiungere un obiettivo ciò avviene o per fisica, materiale ed immodificabile impossibilità o perché non lo si desidera a sufficienza.
Ho un’amica che ha costretto una persona ad amarla. Tutti possono amarci se lo vogliamo abbastanza, se uno ha la forza di emozionarsi per due, desiderare lo stare insieme per tutti e due, brillare per due. A prezzo di felicità, anni in salute, coliche renali, gastriti, ulcere, cefalee lancinanti e acidità generica di stomaco. E ovviamente amor proprio, dignità e tutti questi insignificanti elementi personali.
Nel caso specifico del farsi amare è ovviamente necessaria una base d’interesse ed affetto, altrimenti se una persona non ti vuole non ti vuole.
In altri casi dipende tutto da quanto si è testardi e quanto si è disponibili a sacrificare.
Ci si pente di tutto questo, alle volte. Si pensa di aver perso tanto tempo, ma si pensa dopo. Quando il sogno, per un motivo o per un altro, è tangibilmente ed irrevocabilmente svanito. O quando il sentimento che ci animava se n’è andato lemme lemme chissà dove. Che è una cosa che succede, sì, succede anche questo per quanto pensarci possa essere terribilmente triste.
Quello che non capisco è perché laggggèente si colpevolizza.
Credo che sia una semplice questione matematica:
Ci tengo 3/10 —-> faccio 3/10
Ci tengo 10/10 —-> faccio 10/10, e anche di più. Goodbye dignity. No bra no pants, urli in pubblico, viaggi notturni per arrivare da una persona cantando 500 Miles, rispostacce ai Professori che non passerai mai più l’esame. Occupazioni, proteste politiche, fughe da casa, bagni in torrenti gelidi e tutto ciò per cui vale la pena fare una stronzata. Metterci tutto e forse stonare di brutto, direbbe Liga.
Se non ce l’hai fatta è perché non si può o perché non è la tua strada, non necessariamente ti stai arrendendo e sei una merda senza spina dorsale. Mi rendo bene conto della differenza sostanziale fra alcuni miei forfait… A volte avevo paura e non ce l’ho messa tutta. Altre volte ho dovuto realisticamente constatare l’intangibilità dei miei desideri. Altre ancora ho temporeggiato, e sì, chemmèrda di persona. Ad oggi mi rassegno solo quand’è sano ed intelligente farlo.
Le rassegnazioni “giuste” vanno portate con orgoglio, e basta. Questo non lo dice mai nessuno.
L’orgoglio della propria intelligenza che dice “cì, ora basta così”.

Sull’odiare.
Ne parliamo poi che adesso ho sonno e devo sprofondare sorniona nel mio caldo lettuccio lucchese. Ma ne riparliamo, oh se ne riparliamo.

Istantanee: switch off brain, I’m tryin’ to sleep.

In questi giorni mi sento un po’come ZeroCalcare dopo l’intervista con Repubblica.
Non nel senso che rosico, anche se le espressioni “populismo del rancore quotidiano” ed “è quasi sempre un’intimità rosicona” potrebbero confacermisi in più di un’occasione.
Mi sento come se qualcosa di me fosse stato profondamente travisato e la cosa mi confonde. Ma, contrariamente a ZC che difende con convinzione ciò che è ed è sempre stato, io mi faccio assorbire dal tunnel alla “ooooh the times they are a-changin'”, e chi sono, e chi sarò.
Il mio problema e che non sono un punto fermo né una realtà di base, per dirla coi CCCP.
Vorrei essere il mio punto fermo anche più di quanto lo sono adesso. Sentirle più solide queste basi, fidarmi ancora più ciecamente di me stessa se possibile. E per farlo ho bisogno di capirmi meglio ed essere in grado di spiegarmi agli altri formando frasi di senso compiuto. Mi manca qualcuno che mi capisca meglio di quanto mi capisco da sola. Ma magari nemmeno un qualcuno. Magari la canzone adatta, quella che fa fare “click”.
Ce ne sono tante ma l’unica giusta mi fa provare qualcosa che apre altre mille questioni ed altrettante domande.

Lei è quella giusta:

Fuckin’ scatoline cinesi.
Una positività immensa da questo pezzo, ma anche dubbi su dubbi su dubbi su dubbi. Un accumulo continuo.

Ci sono dei giorni in cui mi detesto e al contempo mi compiaccio della mia capacità di scavare e trovare sempre nuove questioni da aprire. Anche se sono noiose ed inutili. Anche se domani invocherò qualsiasi divinità per sentirmi più leggera e scacciarmi dalla mente leelucubrazioni di dubbio valore filosofico-letterario-psicologico-maturativo.

Ma stica, ci sono gli esami.

E dopo volo in UK a farmi venire voglia di improvare  il mio inglese, prenderla secchissima, abbracciare la mia nemesi oltremanica e respirare l’aria di Hyde Park con un sacchetto(grondante olio) di fish and chips in mano.

Per il resto stasera la corteccia frontale mi ha lavorato a mille e ho pensato che sono abituata a sciogliere i nodi dal suo cervello, farlo pensare, pensare insieme dentro la sua testa. Poi entrare nella mia e mettere in fila i miei di pensieri. E vorrei che fosse sempre sempre sempre così. Invece no. Invece niente, e stasera è amaro.
Almeno questa sensazione l’ho capita. E’ lì, chiara. Sputata.
Amarezza in mezzo a un mare di domande, carica, sorrisi, Pacinotti, amici, capelli color carota, ubriacature del lunedì sera, maglioni e camicie di jeans.
E ci stava bene anche Cryin’ come terzo pezzo ma vabbùh.

 

Girls 2×01 REVIEW – Le pagelle per tutti, anyway bello BELLO.

Girls-Season-2-Dunham-Driver-HBO

La poetica del TF americano “omfg, sooo girly” potrebbe aver stufato da una decina d’anni a partire dal season finale di Beverly Hills 90210 risalente al lontano 1843 quando non sapevo ancora apprezzare la crestina di Dylan e le camicie di jeans.
Oppure no.
Gli anni 2000 sono la ribalta sessuale e sociale di tutte noi e Sex an the city l’ha insegnato al mondo occidentale lustri fa. The L World ha sdoganato il versante lesbo dell’esistente e siamo arrivati all’esaltazione del pluralismo sessuale che scoppia da tutti i pori persino attraverso serie misere com’è divenuta Glee.
Girls è qualcosa di ancora diverso e non riesco a capacitarmi esattamente del perché. Di omosessualità, one night stands, tradimenti e personaggioni che dire cliché è un eufemismo è pieno il mondo telefilmico. Robbba già vista ovunque. Ma…
Girls ha qualcosa in più.
Cos’è che fa di questo show uno dei migliori che abbia mai visto ed il migliore contemporaneo nel suo genere? Non riesco ad afferrarlo.
Diciamo che è sintesi ed equilibrio di tutto ciò che amo in un telefilm: se Skins è brutalmente creepy ma esagerato quanto a droga e tecno n’roll e Gossip Girl è astruso e patetico più di Centovetrine, lasciando perdere Misfits che parla pur sempre di gente che vede attraverso i muri and stuff… Girls ha TUTTO.
So… From the top:

Hannah

Sbaglio o il suo culo è lievitato rispetto alla prima stagione? Non riesco ancora a comprenderla del tutto e credo sia questa la sua forza. Sembrerebbe aver realizzato che il suo inseguire Adam “come se fosse stato un Beatles” (cit.) era frutto di una semplice ossessione più che di Vero Ammmòre, per cui adesso si concede al neretto di Community che avrà detto sì e ho tre lines e non s’inquadra, ma dubito che sarà esilarante quanto Troy(from Community) in coppia con quell’amore di Abed. E poi mi rimaneva sempre un po’ spersonalizzante come soggetto, non so.
Con questo nuovo oggetto di allegre trombate Mrs. Hatworth pare voler utilizzare il ben dell’intelletto fino ad oggi a lei sconosciuto, il che significa compiere le sceltegggggiùste al momentoggggiùsto. Ci siamo. Lampante, brava Hannah.
Così pensa bene di tenere in piedi una bella farsa con l’infermo Adam -che a causa sua ha un gesso lungo fino all’anca- dopo una stagione intera di sesso lurido e pipponi vari nonché dichiarato immenso Ammmòre da parte di Lei.

Chi non ricorda questa scena?

“I’m not asking anything. I’m really not asking you for anything. I’ve never asked you for anything. I don’t even want anything, okay? I respect your right to see and do whoever you want. And I don’t even want a boyfriend so…I just want someone who wants to hang out all the time, who thinks I’m the best person in the world, and wants to have sex with only me. And it makes me feel very stupid to tell you this because it makes me sound like a girl who wants to like go to brunch. And I really don’t want to go to brunch. And I don’t want you to like sit on the couch while I shop or like even meet my friends. I don’t even want that, okay? But I also don’t want to share a sex partner with a girl who seems to have asked for a picture of your dick. And also I don’t want a picture of your dick because I live very near you so if you wanted me to look at your dick I could just come over and look at your dick! And I don’t really see you hearing me and I don’t really see you changing so…I just summed it up. And I am sorry that I didn’t figure it out sooner and you must think I’m stupider than you thought I was already. But consider it a testament to your charms because you may not know this but you are very, very charming and I really care about you. And I don’t want to because it feels too shitty for me.”

Semplicemente awwwww, minore-tre e troppa stima per te, sorella. Quante volte l’avremo pensata una cosa del genere senza trovare le parole per dirla?

Come se non bastasse sei riuscita in quello che auspicheremmo tutte, i.e.gettare literally il tizio che ti ha fatto patire l’Inferno sotto un camion, e per questo hai tutta la mia invidia.
Però… Tu ti lamenti, ma che ti lamenti?
Ricapitoliamo: lo conquisti e lui c’è infottato più di te – come sovente avviene nella vita reale secondo la mia parchissima esperienza… Ora hai deciso chennò, non va bene. Contenta tu.
Ma non è questo il punto: ciò che vorrei sottolineare è la palese genialità del voler fare le cose per bene col neretto quando hai a casa un tizio che ha bisogno di te a passargli il pitale. Storpio, innamorato e ignaro di tutto. Sette più.
Eppòi Adam per me rimane sempre il sick bastard più bello del mondo.
Mi son presa più d’un insulto per ciò, ma lo trovo figo paura e disturbato nell’animuccia quanto basta a trovarlo assai attizzevole:

adam

Ed è -oltretutto- una delle sue pose migliori perché non si vede mezza faccia pseudodeforme da maniaco sessuale.
Sì, sono decisamente una fan Hannam, o Adannah, come si dice? Sicuramente gli abbinamenti Derena, Chair, Dair e simili cagate venivano meglio con Gossip Girl. Adannah mi suona più understandable tutto sommato, per cui gnamo.
Quello che apprezzo sempre meno sono gli outfit di questa cristiana, ma perlomeno in questo episodio ci pensa da sola a sfilarsi una specie di gown da scolaretta anni ’90(che meglio definisce “vestito da suora marinara” o qualcosa del genere) e ad infilarsi una delle vestagliette che si metteva mia nonna al mare in tardo pomeriggio al mare. Tipo quando si sedeva sulla verandina fuori casa a Viareggio col ventaglio in mano. Lo definirei un miglioramento dal 2 al 4, ma l’importante è l’impegno.
Il tuo voto? 6.5 cara Hannah, perché io ti amo ma dovevi stare attenta a ciò che chiedevi qualche puntata fa. L’hai ottenuto veramente e ora non sai che fartene, ennò, non si fa così. Fossi in te pedalerei su quella bicicletta psicopatica che è Adam, ma fai tu.

Marnie

Indicibilmente figa. In favolosa ed iperbolica evoluzione, così gradualmente e naturalmente cresciuta che fa quasi commuovere. Chi potev a immaginare che sarebbe stata in grado di volare N chilometri sopra l’ex ragazzo e la sbarbina di turno con cotanto aplomb? E’ un aplomb di giusto livello comunque, nessuna spacconata troppo vistosa e il colpo di tenerezza alla fine, quel ricercare porti sicuri e amore come facciamo tutt* quando ci sentiamo col morale sotto i piedi. Senza screwuppare tutto, o almeno si spera. Potrei rimangiarmi ogni cosa se vien fuori che si è bombata l’ex fidanzato, ma pare di no.
Outfits? Mèh. E’ l’anti-me per cui non sto qui a sindacare quanto poco mi piaccia il fatto che si vesta come una trentacinquenne in carriera quando di anni ne ha si e no quanti me. E’ anche vero che sono uscita due giorni fa da Primark con questa e questa maglietta, per cui dovrei lasciare le pagelle di stile e i commenti fashionisti alla Zit o al massimo alla Ferragni(ma anche no) e starmene zitta. Ma tant’è. E’ il personaggio, btw adorerei che cambiasse anche questo aspetto. E mettitelo un paio di Converse ogni tanto, che ti riposi i piedi e stai comodona, amica mia.
Voto: 8, la prossima volta sceglitela bene la tua botta e via, che ne hai un gran bisogno. Dov’è finito il tizio della galleria d’arte? Quello era un grande articolo, e ne sentiremo presto riparlare spero.

Shoshanna

Già che ti chiami Shoshanna Shapiro e per questo sono mille punti. Già che non capisco un’acca quando parli perché sembri un’adolescente “macccccccèèèèèèè!” dei sobborghi romanacci. Già che sei una figa nascosta e la tua Bibbia è SatC come nessuna di noi ha le palle di ammettere, mentre tu ne vai fiera un casino. Poi mi ti metti anche a fare la smaialata con Ryan in camera ed N persone nell’altra stanza quando eri tutto tranne che questo. Cosa posso dire di più? La ragazza deve solo capirsi ed accettarsi un po’, e secondo me in questa stagione darà le paghe a tutti.
Un po’ mèh il vestito, non sa né di me né di te e non siamopiù negli anni ì20, fatti male oltretutto. E quel colorino smorto? E i capelli? Bah, non l’ho proprio capito. Era anche fuori personaggio, ma forse un tentativo da parte di Shosh di fare la distaccata fulla fulla maturosità e glaciosità? Se così è ce lo dovevate spiegare, perché non abbiamo proprio colto.
Voto: 9, il 10 te lo do quando impari che questi ometti sei tu a comandarli.

Elijah

Mi sta sempre più sulle scatole e lo trovo abbastanza noioso. Chi glielo va a dire poi ad Hannah che è bisessuale? E poi, è bisessuale? A quest’età, figli miei, bando agli esperimenti. Specialmente se hai l’occasione di farti Marnie, e questo me lo direbbe anche la più checca dei miei amici.
Voto: 4.5, proprio perché non ti conosco altrimenti il 2 non te lo toglieva nessuno.

Come se non bastasse grazie agli add pubblicitari di Youtube ho scoperto due cose fondamentali:
1 – la serie in US è già un cult, altrimenti sotto “We are young” dei Fun non mi ci veniva scritto “ascolta anche questa che è soundtrack di Girls ed è una figata!
2- “Sight of the sun” dei Fun, per l’appunto. Che è uno di quei poppettini che m’entrano in testa e non mi lasciano in pace per SETTIMANE. Bella pemmé, grazie Girls.

Trepidante, trepidanterrima attesa per il prossimo episodio, in cui pronostico un’overdose di Jessa, della quale sappiamo soltanto che si sta godendo il maritino e nulla più. Forse mi annoierò perché mi stava assai antipatica a fine prima stagione, ma chi può saperlo?
La HBO ci ha dato due colossi l’anno scorso, e speriamo che duri così. Eccezziunaleveramente.

Così mi piaci.

foale

“Where there is desire
there is gonna be a flame,
where there is a flame
someone’s bound to get burned.
But just because it burns
doesn’t mean you’re gonna die,
you’ve gotta get up and try try try.
[…]
Ever worried that it might be ruined

and does it make you wanna cry?
When you’re out there doing what you’re doing,
are you just getting by?
Tell me are you just getting by by by.

P!nk – Try

Qualcosa di buono ne è uscito.
I listening samples dello IELTS sono una minchiata, pwno a un certo livello e in Italia più m’informo e meno c’hovvoglia di restarci.
Soprattutto perché Berlino è più bella di come la ricordavo.
Ma al di là di quella città specifica adoro l’odore delle metropolitane, la praticità di trasporti 24/7, la multiculturalità, il sentir parlare cinque lingue diverse, la possibilità di fare tutto nello stesso posto. Conoscere e sperimentare. Sia Berlino sia – soprattutto – Londra. E poi perché sono una dannata filocapitalista del cazzo e mi piace il T-chai tea di Starbucks. E l’english very fluent. E i quartieri con le loro peculiarità. Credo di essere programmata per vivere in una grande città e mi sta salendo una smania mostruosa, condita da speranze, carica, voglia di togliermi di torno gli esami e avviare un nuovo capitolo.

“… A Robbè, che te frega delle tristezze?! Lo sai qual è l’età più bella? Te lo dico io qual è: è’ quella che uno c’ha. Giorno per giorno.”

Dino Risi – Il sorpasso

Mi sale la glicemia.

 

I tuoi grandissimi sogni i miei risvegli lontani
I nostri occhi che diventano mani
La tua pazienza di perla le mie teorie sull’amore
Fatte a pezzi da un profumo buono
Il tuo specchio appannato la mia brutta giornata
[…]
Le nostre false partenze i miei improvvisi stupori
Il tuo “Sex & the city”, i miei film con gli spari
[…]
I tuoi silenzi che accarezzano le mie distrazioni
Ritrovarti quando ti abbandoni
Il nostro amore immenso che non puoi raccontare.

Vabè, ciaòne Jova.
La devi smettere di spiarmi e d’infilare quella serie di cosine a caso che fanno parte di mèah per farci il bòno e commuovermi, manco avessi tredici anni. Così è proprio “ti piace vincere facile”. Sex and the city e film con gli spari? Suvvìa. Però mèh, bello bello.
Sono una donnucola.