Fighe Domani: anche me.

E insomma stavolta l’hanno pensata proprio fica.
Solitamente detesto gl’incitamenti a perdere chili e fare spinning, acquagym, capoeira, tango argentino, yoga zen e sticazzi.
La gente intorno a te che va fare zumba e dice le è venuto il culo di marmo.
L’amica che s’è votata alla dieta vegan, l’altra che inforca Viale delle Piagge a corsa con la grazia di un’otaria tutti i santi giorni. I conoscenti che si danno ai corsi di fitness del CUS e alla cyclette. La madre che torna strisciando alla Weight Watchers dopo anni di latitanza. Il rigettarsi nelle calde braccia delle dietologhe stampo americano che a cinque chili meno ti danno un portachiavi a forma di stellina. Perfino mia nonna s’è messa in testa che nella bara deve entrarci da figurino.
Eppòi mettici che è settembre: nuovo anno accademico, buoni propositi, tante energie e voglia di entrare nei jeans taglia 40 di quattro anni fa e nel camice taglia SMALL, quell’altro ancora un po’ e non si chiude più.
Senza contare che le matricole hanno cinque anni meno di te e ti senti una sorta di cariatide di fronte a cotanta gioventù.
Magari poi arriva la compagna di corso a raccontare di una di quelle discipline un po’ pseudomascoline tipo thai-boxe che le fanno ricircolare l’energia e sparire le vene varicose.
Direttamente da http://www.misentopureaRternaDiva.org…
Allora magari un pensierino ce lo fai.
Poi… Poi… La Zit, Stazzitta e le altre ragazze hanno fatto qualcosa di diverso, vero e autoironico. Mica come tutte le altre fregnacce sulla vita sana.

Spero solo di non aver capito male.

Perché è vero che per molte di noi essere #fighedomani significa asciugare il lardello, estirpare il culotto, sgonfiare la coscia prosciùttica e via dicendo.
Ma credo sia molto di più, o almeno lo è per me.
Anche se nasce – in linea teorica –  per aiutare altr* ragazz* nel duro cammino verso un fisico che lèvati a me è servito per darmi la mossa finale e decidere di migliorare in toto questo bailàmme che chiamo vita.

Cos’è per me “essere Figa Domani”?
Per me essere Figa Domani significa volermi un po’ più bene ed imparare a cavarmela da sola senza uscire di testa ogni giorno e senza la mia proverbiale disorganizzazione che, ultimamente, mi sta veramente devastando.
E’ un insieme di cose: necessito di organizzare le mie giornate e smettere di far tutto alla bell’e meglio ttrascurando la mia salute fisica e mentale e, non ultimo, il mio aspetto.
Cascasse il mondo seguirò l’agenda, mangerò decentemente, andrò a correre e farò ogni cosa a tempo debito, senza trovarmi nello stesso giorno con bollette da pagare, frigo vuoto, trentamila pagine da ripassare, esami da andare a verbalizzare et cetera ceterarum.
Voglio pianificare onde evitare di soccombere a quest’anno. Voglio gestire la mia casa e il mio corpo nel rispetto globale della mia persona.
Voglio crescere e prendermi cura di me, perché quando sono a Pisa a farlo ci sono solo io e l’anno passato me ne ha tolti altri dieci quanto a stress, Sofficini della Coop e bestemmie fra le segreterie del S. Chiara.

Da domani prendo in mano la mia vita, e lo faccio.

Nel frattempo quei sette chili li perdo, perché salute chiama salute, mens sana in corpore sano e tutte ‘ste cose qua.
Qui lo dico e stavolta non lo nego.

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