Macchina e poi aeroporto.

Se ne andò in un giorno di primavera decisamente inusuale.
Avevo deciso di mettere gli stivali di cuoio invece delle ballerine perché c’era uno di quei venticelli che appena arrivano le sette diventa terribile sulle caviglie ed avevo girato la chiave nella toppa per entrare a cambiarmi con una flemma che nemmeno ci fosse ad attendermi l’Apocalisse al di là.
Mi sono truccata come ogni giorno, solo un po’ d’attenzione in più e poca matita sotto gli occhi per evitare di diventare un Picasso “nel caso in cui…”.
Ho deciso che avrei agito secondo i dettami di atarassia e aponia. Come dice sempre Anastasia.
Non me ne importava più di tanto in fondo. Non sarebbe cambiato molto, non avrei subito un brusco stravolgimento della mia routine. Non avrei pensato che mi mancava un braccio. Eppure bruciava. Oh, se bruciava.
Ci trovammo in piazza alle sei come se stessimo andando a prendere una birra. Spezzati fra il silenzio di alcuni e le battute di coloro che potevano farne. Il muro emotivo era sempre evidente ma nessuno ne faceva parola perché certe cose non si dicono e basta. Ma c’era qualcosa che faticava ad andarsene e la cosa più fastidiosa era che non si poteva dare un nome alla sensazione.
Ho spezzato la mia parte di silenzio in maniera estremamente impacciata dicendo una qualche idiozia che non ricordo.
Non posso evitare però di ricordare il suo sorriso.
Potevo provare tante cose per lui, tutte leggere e frivole. Che esulavano dall’affetto.
Ma l’Amore incondizionato per quella bocca che si piegava non sarei mai riuscita a spiegarlo a nessuno.
Non ho avuto nessuna storia con lui. Io ho avuto una cazzo di storia col suo sorriso.
E’ per questo che molte volte c’illudiamo di star facendo un percorso e poi rimaniamo in mezzo ad una strada che non ci sembra nemmeno più la nostra: non amiamo le persone ma solo alcuni loro dettagli che nessun altro percepisce. E più dettagli si arrivano ad amare, più è probabile la costruzione di una relazione da cristiani che dia le sue soddisfazioni emotive nel lungo tempo.
Qual è la – inenarrabile – fregatura?
Che un solo dettaglio può non farci dormire la notte e mandare a troie l’esistenza.
Io ho avuto una storia con quel sorriso ed eravamo solo noi.
Ora se n’è andato, e si poteva pensare che mi trovassi lì con una masnada di gente semi-sconosciuta per pura e semplice convenienza. Non era così. Io ero lì a godermi una cosa che amavo fuori da ogni logica.
E sbiadirà questo momento di temporanea insanità mentale, come sono sbiaditi tutti gli amori che si credevano indelebili.
Atarassia.

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...