Trovare qualcosa laddove era la musica commerciale.

Reinterpreto le canzoni dopo anni, non so nemmeno perché mi tornano fra le mani.
Chiaramente non sono le tre stupide frasette del ritornello che tutti cantano in coro, ma le frasi alle quali nessuno guarda. Perlomeno, nessuno che abbia l’on(o/e)re di colpirmi.

A caso. Così. Impulso. E poi dicono che il subconscio non è attendibile.
Mi spaventa l’esatta precisione con la quale ha agito, in un modo del tutto incomprensibile, perverso, senza un percorso che avessi anche lontanamente ponderato.
E’ in questo modo che più o meno venti secondi fa ho digitato il titolo di un pezzo su Youtube. Un pezzo di un autore che detesto e che credevo avesse un qualche valore per un semplice fatto di associazione “affettiva” con un luogo, un  particolare momento, una particolare persona. LA particolare persona. Fatto sta che a cose normali lo definirei un pezzo mediocre. Per non dire patetico, mainstream e bimbominchioide in una maniera vergognosa.

Non lo sapevo e non l’ho capito fino a qualche secondo dopo, ma avevo bisogno ESATTAMENTE di quella canzone per capire una serie precedentemente sconnessa di emozioni del tutto idiote che ancora non so pienamente spiegarmi, relative a mille contesti e concetti che vivono tutti nella mia testa. Insieme. Un casino che è roba da matti.

Nel frattempo faccio cose senza senso in sitiuazioni con ancor meno senso.
Mi capisco sempre di più e sempre di meno ogni istante che passa.
Ogni passo che compio.
Ogni caffè che prendo.
Ogni pagina che studio.
Ogni bevuta che compro pur sapendo che questo mese ho pochi soldi.

Ho guardato dentro una bugia
e ho capito che è una malattia
dalla quale non si può guarire mai
e ho cercato di convincermi
…che tu non ce l’hai.

E ho guardato dentro casa tua
e ho capito che era una follia
avere pensato che fossi soltanto mia
e ho cercato di dimenticare
di non guardare.

E ho guardato la televisione
e mi è venuta come l’impressione
che mi stessero rubando il tempo e che tu…
…che tu mi rubi l’amore
ma poi ho camminato tanto e fuori
c’era un gran rumore…
che non ho più pensato a tutte queste cose.

E ho guardato dentro un’emozione
e ci ho visto dentro tanto amore
che ho capito perché non si comanda al cuore.

E va bene così…
senza parole… senza parole…
E va bene così, senza parole
E va bene così, senza parole…
E va bene così…

E guardando la televisione
mi è venuta come l’impressione
che mi stessero rubando il tempo e che tu…
che tu mi rubi l’amore
poi ho camminato tanto e fuori
c’era un grande sole
che non ho più pensato a tutte queste cose…

E va bene così…
senza parole… senza parole…
E va bene così, senza parole
E va bene così, senza parole.

Vasco Rossi(ahimé) – Senza parole

 
“…ma dentro di me esisti in un modo che mi atterrisce…”
(by Sara, ma calza a pennello)

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