Riflettendoci.

“Non mi rassegno, lotterò!”
“No, non riesco proprio a farmene una ragione, ci spero.”
Ho pensato siffatte sciocchezze più d’una volta, e come me un sacco di gente le ha pensate. Per la prima volta però le ho ragionate sotto un’ottica diversa: io voglio una cosa che attualmente non riesco o non posso avere. Però insisto e faccio di tutto per averla/raggiungerla.

Bene, in alcuni casi ciò NON è lodevole come lo si vuol vendere agli altri.

“Continua a crederci con forza, ce la farai!”. Oh, se l’ho pensato.
Ma non perché sono una cosiddetta believer, non perché sono forte e determinata. A seconda dei casi, s’intende.

Semplicemente perché sono viziata da far schifo. La maggior parte della gente si vanta di rincorrere i propri sogni senza sé e senza ma, come se ciò comportasse uno sforzo sovrumano. Beh, non è vero. E’ molto più facile crogiolarsi nelle proprie vane speranze, fingere di stringere i denti e sopportare una condizione ingiusta e destruente che ammettere che non si ha semplicemente voglia di alzarsi e farsi una vita lontana dalle proprie convinzioni e speranze tenute in vita con flebo e respiratore. Fa più figo idolatrare la tal persona, il tal lavoro, la tale aspirazione, il talaltro modo di vivere che ammettere che questi sono profondamente disfunzionali o impossibili da raggiungere che cambiare aria. Mettersi in conflitto con sé stessi.
E’ uno sbatti, chiaro, ma bisogna. Perché non siamo eroi dalla scintillante armatura che combattono per un ideale supremo. Siamo bambini dei tardi anni ’90 che non si rassegnano e piangono e pestano i piedini finché la mamma non compra il sospirato giocattolino. Quale profondità d’animo? Quale sofferenza atroce? Quale “desideriopiùgrandedimeirrinunciabileimprescindibile”?
La maggior parte dei nostri problemi non sono altro che capricci. Siamo la generazione delle pretese, del poco impegno e dello scarso dialogo con sé stessi.
Di queste cose il più delle volte ce ne frega fino a pagina due, ma ne facciamo affari di stato perché cercare altrove quello che ci manca è troppo scomodo.

Della serie “se ti lamenti ancora ti do fuoco, te lo giuro”.

Niente, semplicemente pensavo questo.

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